ยซStraordinario documentoยป, ยซordini agghiacciantiยป, addirittura un ยซproprio cosรฌ!ยป. Sorprende un poco che uno studioso come Alberto Melloni, tra lโaltro ottimo conoscitore di cose cattoliche, sembri abbandonare la sobrietร dello storico per adottare un linguaggio ad effetto. E, questo, dando notizia delle istruzioni della Santa Sede al nunzio in Francia, Angelo Roncalli, per affrontare il problema dei bambini ebrei affidati ยซalle istituzioni e alle famiglie cattolicheยป. Innanzitutto non andrebbe dimenticato che la semplice esistenza di un simile problema testimonia di un merito ecclesiale tra i piรน alti. Nei ringraziamenti commossi che sommersero Pio XII al termine della guerra e che provenivano da tutte le istituzioni e le comunitร ebraiche, si faceva cenno alla generositร con cui la Chiesa accolse e nascose gli ebrei braccati e in particolare i bambini. Per citare un solo caso italiano, lโarcivescovo di Torino, cardinale Maurilio Fossati (decorato nel 1945 con una medaglia dโoro dal rabbino capo della cittร , assieme al segretario, monsignor Barale, che era stato arrestato dai tedeschi), si adoperรฒ perchรฉ le suore salesiane organizzassero a Valdocco un vero e proprio asilo nido clandestino per i piccoli israeliti.
Se, dunque, alla fine della guerra, la Chiesa dovette confrontarsi con un problema – che coinvolse tra lโaltro non alcuni, ma molti, moltissimi ebrei – รจ perchรฉ, davanti al dramma, non rimase spettatrice, ma intervenne tanto attivamente quanto prudentemente, come le circostanze esigevano. Per venire ora al documento ยซstraordinarioยป: precisato che una valutazione storicamente oggettiva sarร possibile solo a pubblicazione avvenuta delle Agende roncalliane, va osservato che la disposizione del SantโUffizio รจ del 20 ottobre del 1946. Da oltre due anni la Francia era stata liberata, la guerra era terminata da diciassette mesi ed รจ dunque ovvio presumere che, in tutto quel tempo, la maggioranza dei casi avesse trovato soluzione. Recuperare un bambino che si รจ dovuto nascondere รจ forse cosa da differire nel tempo o non prevale su ogni altra urgenza? Poichรฉ non si ha notizia di difficoltร insorte tra Chiesa (e non solo di Francia, ma di tutta lโEuropa giร occupata) e comunitร ebraiche, รจ giustificato pensare che tutto si sia risolto nella pace e nel buon senso. Sembra, dunque, che il documento dellโautunno del 1946 riguardi casi residuali, di particolare complessitร . Ma, anche qui, Melloni stesso ammette che il nunzio Roncalli, pur cosรฌ sensibile su questi temi, non ha lasciato nelle sue agende alcuna annotazione su problemi insorti. Non si dimentichi che il suo soggiorno a Parigi durerร ancora piรน di sei anni. Eppure, nessuna crisi, nessuna protesta, nessun intervento politico o diplomatico: dunque il documento ยซagghiaccianteยป non sembra avere provocato effetti constatabili, se stiamo almeno a quanto registrato dalla Nunziatura del pur vigilantissimo futuro Giovanni XXIII.
Per scendere ai particolari delle disposizioni del SantโUffizio: ogni storico sa che tra i luoghi comuni di ogni governo (soprattutto in tempi turbolenti come quel dopoguerra francese) cโรจ la consegna ai propri ambasciatori di parlare, ma, per quanto possibile, di scrivere poco. Sospettare, dunque, atmosfere oscure e inconfessabili dietro quellโยซoralmenteยป raccomandato dal Vaticano sarebbe da dilettante che ha poca dimestichezza con archivi diplomatici. Poichรฉ lo spazio non lo consente, siamo costretti a trascurare altri punti del documento (il quarto, soprattutto) e a concentrarci sul vero centro delle disposizioni vaticane, quello che non a caso ha ispirato il titolo del giornale: ยซI piccoli giudei, se battezzati, devono ricevere unโeducazione cristianaยป. Qui sta lo scandalo che, tra lโaltro, mise a rumore lโEuropa quando, nel 1858, Pio IX, ancora Papa-re, tolse alla famiglia Edgardo Mortara, piccolo ebreo bolognese, perchรฉ fosse allevato in un collegio cattolico, almeno sino alla maggiore etร : dopo i 18 anni avrebbe potuto scegliere. In quel caso, scelse il sacerdozio (assumendo il nome ยซPioยป per riconoscenza verso il Papa) e morรฌ, novantenne, in odore di santitร , lasciando un diario, sinora inedito, che la Mondadori pubblicherร la prossima primavera e che sorprenderร molti.
Qui รจ possibile solo tentare di far comprendere alcune delle ragioni che, in simili casi, rendono ยซprigionieraยป la Chiesa. Questa, conformemente al pensiero dei Padri, proibisce da sempre che i figli minorenni di ebrei siano battezzati senza il consenso dei genitori. Ma se, per una qualunque ragione, il battesimo รจ validamente amministrato, questo rende ยซcristianiยป ex opere operato , imprime il carattere indelebile di figlio della Chiesa. La quale, sentendosi Madre, non ha mai consentito nรฉ mai consentirร di abbandonare chi – nel mistero della fede – con il sacramento รจ entrato per tutta lโeternitร nella sua famiglia. Ci rendiamo ben conto che, per comprendere un simile atteggiamento, occorre porsi in una prospettiva di fede. Al di fuori di essa, disposizioni come quelle di Pio IX e di Pio XII, in linea con la millenaria Tradizione, possono apparire (perchรฉ nasconderlo?) disumane. Se ne sono resi conto i Papi stessi, che – custodi e non padroni della Rivelazione – hanno fatto vivere, ma hanno vissuto essi stessi, autentici drammi. Ma non in nome di un arido legalismo, bensรฌ in una dimensione misterica, pur umanamente dura, che solo la credenza nel Vangelo puรฒ rendere accettabile.
Diverso il discorso sugli autori di quei battesimi. Se hanno agito su infanti senza che i genitori fossero consenzienti, hanno peccato gravemente, sono andati contro il diritto canonico e le disposizioni secolari della Chiesa. Si puรฒ comunque escludere sin da ora che i battesimi francesi (se davvero ce ne furono di illeciti) siano stati impartiti su ordine o anche solo con la connivenza delle autoritร ecclesiastiche.
ยฉ Corriere della Sera
