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20 gennaio 2005 :: Il Nostro Tempo,ย di Vittorio Messori

Alla fine, il professore tentรฒ di salvare la faccia con una replica che non replicava a niente e con un tentativo di diversione: buttandola, cioรจ, sul Vaticano che non apreย gli archivi. Non cโ€™entrava nulla,ย ma poteva fare un poโ€™ di polverone che nascondesse la figura non entusiasmante, per usare un eufemismo. Ma anche questa non andรฒ bene, perchรจ il responsabile dellโ€™Archivio Segreto replicรฒ, ricordando che la Santa Sede รจ tra le piรน liberali nel mettere a disposizione i documenti; e osservando che molti di quelli che rumoreggiano chiedendo aperture indiscriminate, non si presentano poiย in sala di studio quando queste sono decise.

Parliamo, sโ€™intende, di Alberto Melloni, insegnante a Modena e legato al quellโ€™Istituto di Scienze Religiose di Bologna che, guidatoย da sempre da Giuseppe Alberigo, si dedica con costanza a un progetto. Quello, cioรจ, di costruire un Giovanni XXIII del mito che poco o nulla ha a che fare con il Roncalli vero, quello della storia. Lโ€™obiettivo della deformazione รจ esplicito : il Concilio Vaticano II deve essere letto non in continuitร  bensรฌย in rottura con tutta la storia ecclesiale precedente. Dunque , รจ necessario aggravareย il piรน possibile la leggenda nera costruita attorno a Pio XII, da presentare come il vertice e lโ€™epigonoย di quella sorta di associazione a delinquere che sarebbe stata la Chiesa sino al Concilio ; al contempo , quel duro conservatore , quel tradizionalista coriaceo che fu il Giovanni XXIII autentico (mai sentito parlare del suo Sinodo Romano?) deve essere travestito da progressista, da ecumenico, da disponibile a ogni apertura. A servizio di questa operazione, lโ€™Istituto di Bologna ha curato anche una storia del Vaticano II in piรน volumi che รจ stata piรน volte bacchettata dagli esperti, compresi quelli che collaborano allโ€™Osservatore romano e che hanno denunciatoย come si tratti di unโ€™opera โ€œa tesiโ€œ . Il buio, cioรจ, prima di Roncalli, la luce con lui e,ย poi, la nuova restaurazione, quella di papa Wojtyla.

Eโ€™ da questo tipo di cattolicesimo che viene lโ€™articolo di Melloni sul Corriere. Articolo che denunciavaย il suo carattere โ€œmilitanteโ€œ anche nel linguaggio, con lโ€™uso di termini ( “disposizioniย agghiaccianti” , “documento eccezionale” ) e, addirittura di punti esclamativi (“proprio cosรฌ!”) del tutto incongrui per uno storico. Il taglio era quello del giustiziere, del moralista, piรน che dello studioso. Naturalmente, un certo ebraismo e un certo anticlericalismo ne hanno subito approfittato: se un cattolico dice queste cose su Pio XII, abbiamo forse torto quando chiediamo alla Santa Sede di non beatificare quel papa? Se un professore che si dice credente accusa Pacelliย di sentimenti antigiudaici e di misure odiose, perchรจ non potremmo dirlo noi? Insomma, come avviene spesso (non รจ una novitร  di questi decenni, ma una costante) i problemi per la Chiesa non vengono โ€œ da fuoriโ€œ ma โ€œda dentroโ€œ.

Tra le tante cose che si potrebbero dire su questa vicenda ne sceglieremo una . Nella sua replica โ€“ sconcertante, lo si diceva, perchรจ attacca invece di difendersi โ€“ Melloni liquida i problemi posti alla fede dal battesimo, definendo “disposizioni di gelida burocrazia teologica” le prudenze raccomandate dalla Santa Sede . Cโ€™รจ da trasecolare. Tutta la ricchissima riflessione dei secoli attorno al valore misterico del sacramento primordiale, quello che innesta in quel Corpo del Cristo che รจ la Chiesa, รจ liquidata come “burocrazia teologica”. Qui, il punto esclamativo ci vorrebbe davvero, visto che una simile liquidazione รจ fatta da chi si dice credente.

Proprio perchรจ consapevole degli effetti , misteriosi eppure reali, provocati dal battesimo , il beato Pio IX affrontรฒ la tempesta violentissima di quello che divenne โ€œil caso Mortaraโ€œ. In questa stessa linea, consolidata nei secoli, la Chiesa, dopo la tormenta della guerra mondiale, si preoccupรฒ e dettรฒ norme, qualora qualche bambino ebreo affidato alleย sue cureย fosse stato battezzato. Se questo fosse avvenuto, il battezzatore scriteriato sarebbe andato contro ogni norma canonica, contro ogni tradizione e disposizione che sempre hanno condannato il battesimo dato a bambini i cui genitori siano ignari o contrari. Ma che fareย se, malauguratamente, il fatto si fosse verificato, se il sacramento, pur illecito si fosse rivelato valido? Non era compito della Chiesa, che รจ madre, riflettere sulla sorte di questo figlio imprevisto ma pur sempre autentico? Simili preoccupazioni sono davvero nullโ€™altro che “gelida burocrazia teologica”? Non cโ€™รจ da rallegrarsi, davvero, di dover porre simili domande . E cโ€™รจ da stupirsi che a questo giunga un cattolicesimo che auspica un Vaticano III, dopo avere perรฒ messo da parte, con il disdegno di chi รจ superiore a queste โ€œburocrazieโ€œ, il piรน elementare dei catechismi..

ยฉ Il Nostro Tempo