Tra i guai dellโetร cโรจ la noia del dรฉja-vu . La noia, cioรจ, che coglie davanti ai ritualiย ricorrenti cui i media danno voce. Periodicamente, qualcuno annuncia alle agenzie diย avere scoperto come ottenere una Sindone eguale a quella di Torino. Di solito, arroventando una statua e sovrapponendole un lenzuolo. Senza spiegarci, tra lโaltro, come mai un artista tale da ingelosire un Michelangelo o un Donatello, un genio in grado di scolpire o fondere unโimmagine eccelsa come quella sindonica, si sia ridotto a fare lโanonimo falsario di reliquie, invece di diventare ricco e famoso alla corte di papi e imperatori.
Ma, periodicamente, ecco anche il chimico che proclama di avere trovato la formula di una sostanza eguale al presunto โsangue di San Gennaroโ. Il tedio, nel mio caso, รจ aggravato da una situazione singolare: mi trovo, infatti, tra i pochi laici che, un 19 di settembre, abbiano potuto stare al fianco dellโarcivescovo di Napoli โera allora il cardinal Corrado Ursiโ che, sullโaltare del duomo di Napoli, impugnava lo splendido reliquiario mentre il sangue โribollivaโ. Che รจ il termine tradizionale per indicare le bollicine che, talvolta, appaiono sulla superficie durante la liquefazione. Prima di constatare il fenomeno a un palmo di distanza mi ero ovviamente documentato: e non presso qualche sprovveduto devoto, ma pellegrinando tra professori universitari e laboratori di ricerca.
Pur nellโesiguitร dello spazio, tenterรฒ dunque un piccolo promemoria, anche se consapevole che si continuerร sempre con titoli come quello di un quotidiano di ieri: <<San Gennaro, addio! Il miracolo del sangue si fa con un poโ di gel>>. Innanzitutto: su quanto avviene tre volte lโanno a Napoli, la Chiesa non si รจ mai pronunciata, nรฉ mai si pronuncerร ufficialmente, dichiarandolo โmiracoloโ. La devozione di papi, cardinali, santi non obbliga alcun cattolico (avviene anche per la Sindone o, ad esempio, per le guarigioni di Lourdes) a credere alla soprannaturalitร del fatto. La Chiesa si limita a riconoscere la legittimitร del culto e a sorvegliare che resti nellโortodossia; e gli arcivescovi preferiscono parlare di โsegnoโ, piuttosto che di โmiracoloโ. Comunque, le analisi spettrografiche della sostanza contenuta nelle due antichissime ampolle (una delle quali quasi vuota) sono state eseguite piรน volte da equipe di molte universitร , dando risultato unanime: si tratta di sostanza sanguigna. Sia il cardinal Ursi che il suo successore, Micheleย Giordano, hanno sempre ripetuto di volerย mettere la reliquia a disposizione degli studiosi per ogni indagine, purchรฉ ne sia garantita lโintegritร . E qui sta il problema irrisolvibile: le due ampolle sono, per gli esperti, di fattura romana e sono sigillate con un mastice durissimo, probabilmente coevo. Come mi disse un professore dellโuniversitร di Napoli: <<Nel mio laboratorio ho sia potenti laser che trapani elettronici con punte di diamante e potrei tentare di praticare un minuscolo foro per estrarre una goccia da analizzare. Ma se le ampolle, vecchie di piรน di un millennio e mezzo, dovessero frantumarsi, chi mi garantisce che ce la farei a scappare vivo dalla cittร ?>>.
Pur senza ulteriori indagini, รจ perรฒ chiaro che quanto cโรจ in quel reliquiario sfida le leggi che conosciamo. Qualunque sostanza, soprattutto se ematica, da moltissimo tempo avrebbe dovuto ridursi in polvere e non conservare invece un notevole volume e la possibilitร di liquefarsi. Ma, soprattutto, ogni scienza naturale, a cominciare dalla fisica, si basa sul principio che a condizioni eguali debbono corrispondere effetti eguali. Eโ proprio ciรฒ che non avviene qui: ogni volta, la variazione di volume รจ diversa, capita che la sostanza si gonfi sino a riempire quasi lโampolla o che mantenga un volume ben piรน modesto. Anche il colore รจ mutevole: dal rosso squillante a quello cupo al grigio al giallastro. Notevolissima รจ poi la variazione del tempo impiegato nel passaggio dal solido al liquido: ora istantaneo, ora addirittura dopo qualche giorno. Sempre diversi, poi, i tempi e le forme della solidificazione, a fenomeno terminato: dallโimmediato al prolungato. Lo scioglimento รจ indipendente dalla temperatura: avviene โo non avvieneโ in estate come in inverno. Non รจ vero che laย liquefazione esiga lo scuotimento: come accadde quando io stesso assistevo, il sangue puรฒ essere trovato giร โribollenteโ senza che alcuno tocchi il reliquiario, cioรจ allโapertura della serie di casse e di casseforti che impediscono ogni accesso furtivo, visto che esigono una doppia chiave in possesso di persone diverse. Non praticabili neppure le ipotesi della tensione psichica della folla che convoglierebbe energie sul sangue: questo, spesso, รจ rimasto solidoย anche dopo giorni di invocazioni appassionate, mentre lo scioglimento si รจ avuto pure a chiesa vuota.
Molto altro, ci fosse lo spazio, si potrebbe estrarre dalla ricca bibliografia scientifica, opera non di visionari e maniaci ma di autorevoli docenti universitari, spesso agnostici o atei, ma sorpresi davanti a un fenomeno fisico che sembra contrastare proprio le leggi della fisica. Come ha detto uno di quegli esperti: <<Il mistero di questo coagulo รจ che sembra vivere e respirare, in modi sempre diversi e imprevedibili>>. La fede, lo dicevo, non si gioca di certo su queste ampolle; ma รจ illusorio pensare di liberarsi di esse dettando, spensierati, una ricetta per un gel casalingo.
ยฉ Corriere della Sera