Il Verbo si รจ fatto carta

di Vittorio Messori - 14 dicembre 2000 - Sette del Corriere della Sera

Cosi, ancora una volta, ยซil Verboยป si รจ fatto -e ancor piรน si farร - non “carne”, ma ยซcartaยป. La carta cioรจ e il relativo torrente di parole che ha preceduto, accompagnerร  e seguirร  il Convegno della Chiesa italiana, previsto a Palermo dal 20 al 24 di questo mese. Quasi tremila persone tra delegati, osservatori, giornalisti, in un turbinio di relazioni generali e particolari, con cinque ยซambitiยป dedicati ad altrettante tematiche, con trenta ยซcommissioni di studioยป, con coordinatori, animatori, delegati. Preti, frati, suore, laici e naturalmente. come vuole l’ecumenicamente corretto, rappresentanti di protestanti, ebrei, musulmani. In piรน, รจ ovvio, qualche decina di vescovi e molti cardinali, a cominciare da Camillo Ruini, vicario di Roma e presidente della Conferenza Episcopale Italiana che ha organizzato il convegno, affidandone la responsabilitร  esecutiva all’arcivescovo di Torino. cardinale Giovanni Saldarini. Il mattino di giovedรฌ 23, nel salone della Fiera del Mediterraneo. arriverร  anche il Papa.

รˆ, questo, il terzo Convegno ecclesiale italiano: il primo fu a Roma, nel 1976, nel pieno degli anni di piombo anche clericali, fra sussurri e grida di un ยซcatto-marxismoยป che rattristรฒ gli ultimi tempi di un Paolo VI il quale, dagli entusiasmi conciliari, era giunto a sospettare che il ยซfumo di Satanaยป si fosse ยซinfiltrato da qualche fessura nella Chiesaยป. Il secondo fu a Loreto, a metร  degli anni Ottanta, con lo scontro tra le due ยซanimeยป ecclesiali: i liberai e gli intransigenti. E ciascuno cercรฒ di stiracchiare dalla sua parte il discorso che venne a fare il Papa. con faide fra ยซmovimentiยป e ยซassociazioniยป, sino alle denunce canoniche. Nessuno sembrava sospettare che il grande crollo ormai incombeva. Adesso, ecco proprio quella Palermo dove cinquant’anni di esperienza politica cattolica si concludono nel disonore e nella disfatta del processo all’uomo simbolo di quell’ยซimpegnoยป, al Giulio accusato di aver guidato il Paese avendo la Mafia come partitoยป, occulto ma egemone, nelle coalizioni governative.

Quale che sia la veritร  delle accuse infamanti, lo scacco indubbio di coloro che si definivano ยซdemocratici cristianiยป e che per decenni godettero dell’appoggio ecclesiale, ora piรน ora meno pudico, non sembra impensierire piรน di tanto gli organizzatori del convegno. I quali – come se niente fosse – rilanciano, sin dalla scelta del titolo: Il vangelo della caritร  per una nuova societร  in Italia. Dunque, invece di ritornare ad annunciare quella speranza nella vita eterna che รจ il proprio della loro missione, vorrebbero riprovarci con l’engagement socio-politico, promettono di darsi da fare per “una nuova societร ยป. Visti i risultati di quella di prima, cui tanti ยซseguaci del Vangeloยป hanno contribuito finendo alla fine di tanto impegno – in un gran tintinnare di manette e nelle risse dei scarsi superstiti per dividersi poche stanze, c’รจ da capire qualche “mangiapreti” che fa gli scongiuri. Chi anticlericale non รจ ma, anzi, รจ credente. si augura almeno che la pratica del benefico esercizio -oltre cattolico – dell’esame di coscienza, della confessione dei peccato e della salutare penitenza.

Penitenza che, poi., potrebbe consistere anche in ciรฒ che noi stessi, per quel che conta, abbiamo proposto dalle colonne, addirittura, del quotidiano dei vescovi. La proclamazione, cioรจ, di almeno tre ยซanni sabbaticiยป. durante i quali tutti, nella Chiesa, riscoprano le virtรน salutari del silenzio, del digiuno delle parole -dette e scritte- negli infiniti documenti, incontri, convegni, simposi, assemblee, confronti, sinodi, tavole rotonde, meeting, congressi. Sospensione, insomma, di quella irrefrenabile incontinenza verbale che (come mi sono permesso – rispettosamente, s’intende – di ricordare pure al Papa in urta domanda che mi fu dato di fargli) ha condotto a una situazione paradossale: negli ultimi vent’anni la Chiesa, a ogni livello, ha prodotto piรน documenti e pronunciato piรน parole che nei quasi venti secoli precedenti. E mentre si riunivano, parlavano, organizzavano commissioni e uffici e confezionavano documenti (quasi solo per gli archivi curiali, a quel che pare), tutto nella Chiesa, era in caduta libera: dal numero dei praticanti a quello delle presenze nei seminari e nei conventi. Il solo numero in crescita era quello degli addetti alla ยซburocrazia clericaleยป: dai ยซconsigliยป parrocchiali alle strutture sempre piรน farraginose delle Conferenze Episcopali sino alla Curia romana, tanto che dalla fine del Concilio ad oggi le pagine dell’Annuario Pontificio sono triplicate.

Certo, bisogna capire. E ci mancherebbe che non lo capissimo noi, che di questa Chiesa facciamo parte, che l’amiamo; e che, dunque, se queste cose ci permettiamo di scriverle, รจ con sincera amarezza di figli. Bisogna capire, cioรจ, che ยซconvegnitiยป e ยซdocumentatiยป sono il portato inevitabile del travaglio di una Chiesa che – prima fra tutte le altre istituzioni – ha avuto il coraggio di mettere se stessa in discussione con il trauma (benefico) del Vaticano II.

La comprensione solidale non deve perรฒ esimere da alcuni rilievi (anche per adeguarsi al continuo invito ai laici credenti perchรฉ dicano la loro sui fatti della Chiesa).

Innanzitutto: nella smania di dibattere in continuazione, di distillare, a ogni livello, documenti e dichiarazioni (frutto insipido, spesso, di compromessi e di mediazioni e che, comunque, frastornano invece di aiutare noi, poveri ยซcattolici comuniยป superstiti) c’รจ forse l’adeguamento a un dogma illuminista. I1 dogma, cioรจ, secondo il quale la veritร  nascerebbe dal dibattito, dal confronto delle opinioni. Ma รจ il contrario esatto della prospettiva cristiana, per la quale la veritร  non รจ frutto della discussione umana, ma dono della rivelazione divina. Nella Scrittura non risuona la sapienza degli uomini, bensรฌ la volontร  di Dio. E nulla รจ piรน lontano dal Gesรน dei vangeli che l’intenzione di sottoporre a referendum o anche solo a ยซconfronto dialetticoยป il suo insegnamento. Non a caso, la struttura della Chiesa รจ gerarchica non democratica: รจ un fatto sgradevole, certo, per la vulgata corrente, per il conformismo politically correct, ma chi vuole protestare protesti con la Bibbia e con la Tradizione due volte millenaria. In ogni caso, la Chiesa non รจ nรฉ un parlamento nรฉ un partito, che necessitano di discussione continua.

Ancora: dietro questo correre di soliti noti da un convegno a un dibattito; dietro all’ansia di creare sempre nuove strutture organizzative; dietro al bisogno di sempre nuovi, chilometrici documenti; dietro tutto questo c’รจ forse un altro segnale. Quello, cioรจ, di un inquinamento attivistico, di una sopravvalutazione del ยซdarsi da fareยป, di un prevalere della prospettiva ยซorizzontaleยป, ยซmanagerialeยป, che tende a nascondere la prospettiva ยซverticaleยป. Quella, cioรจ, che – secondo le parole evangeliche stesse dovrebbe spingere ogni credente a fare tutto il suo dovere, non dimenticando mai, peraltro, di essere solo un ยซservo inutileยป. Per dirla con il salmo: ยซSe il Signore non costruisce la casa, invano si affannano i costruttori. Vano รจ, per voi, alzarvi all’alba e coricarvi nel cuore della notte…ยป. In una visione di fede, cinque minuti di preghiera sincera di uno solo valgono infinitamente di piรน – per la Chiesa e per l’umanitร  intera – di cinque giorni di sofisticato dibattito tra illustri ยซespertiยป e tra docenti preclari di scienze sacre. Il piรน piccolo gesto d’amore ha valore infinitamente superiore a ogni piรน sofisticata dichiarazione di assemblea, anche clericale. Lo stesso card. Ratzinger ha messo in guardia dall’attuale ยซattivismo clericaleยป.

Ma, soprattutto: ciรฒ che piรน sconcerta, in questi decenni di ยซparola continuaยป, รจ che sempre รจ dato per scontato ciรฒ che non lo รจ affatto. Oggi meno che mai. Per dirla in una parola: si danno come presupposti indiscutibili la fede, la veritร  del vangelo, la messianicitร  di Gesรน, la sua resurrezione (su cui tutto il resto si basa), la Chiesa come ยซcorpo di Cristoยป, voluta da Dio stesso. Ma l’agire da cristiani presuppone l’essere cristiani. Lapalissiano, certo, ma come dimenticato in una Chiesa dove al continuo dibattere su ciรฒ che รจ ยซsecondarioยป, ยซderivatoยป (a cominciare dalla morale), si รจ affiancate il gran silenzio su ciรฒ che รจ ยซprimarioยป. ยซfondamentaleยป. A che valgono tante indicazioni ed esortazioni a comportarsi ยซda cristianiยป, se si dimentica di annunciare Cristo, ripresentando al contempo le ragioni che possono indurci a ยซscommettereยป su di lui? Sempre – ma oggi soprattutto, insidiata com’รจ anche da certa intellighenzia nella Chiesa stessa – sempre il prius รจ la fede, la sua veritร , la credibilitร  del vangelo. Che possono importarci i pareri espressi da signori in talare o in clergyman se non siamo piรน sicuri che quel parere รจ decisivo proprio perchรฉ non รจ ยซloroยป, perchรฉ la loro voce attualizza per noi la voce di Dio stesso.

Come accettare ciรฒ che la Chiesa propone, se questa stessa Chiesa non si preoccupa di riproporre, a ogni generazione (la fede non si trasmette per ereditร ), gli attestati e le ragioni di una sua autoritร  che non viene dagli uomini? Per dirla brutalmente: il problema non รจ, innanzitutto, ยซquali conseguenze trarre oggi dalla fede?ยป. Bensรฌ: “Oggi la fede รจ ancora proponibile? E noi, cattolici, ci crediamo ancora, sul serio, sino in fondo?ยป. Chi conosce certo milieu ecclesiale attuale sa che, purtroppo, la risposta non pare affatto scontata. Ma proprio su questo sembrano non avere parole certi infaticabili costruttori di relazioni e documenti. E proprio su questo nessun affannato organizzatore di ยซoccasioni di dibattitoยป – tra l’altro, spesso assai costose – sembra volere organizzare alcunchรฉ. Ma puรฒ (รจ domanda di vangelo), puรฒ reggere una casa, pur abilmente edificata, se nessuno si preoccupa di farla appoggiare sulla roccia di una fede di continuo riscrutata, rafforzata, rifatta propria?

Non sono che domande (tanto fraterne quanto sofferte), di chi, malgrado tutto, spera che dal megaconvegno di Palermo arrivi almeno qualche risposta dove, piรน che di ยซcristianesimoยป, si parli di Cristo.

ยฉ Corriere della Sera