Torno proprio ora da Lourdes dove, in una serie di riunioni con il vescovo, mons. Jacques Perrier, e il Rettore dei Santuari, Raymond Zambelli (unโorigine italiana, per un luogo dove gli italiani sono ormai in maggioranza), si รจ cominciato ad abbozzare ilย progetto per il 2008, 150ยฐ anniversario delle Apparizioni. Per quanto mi riguarda, ho confermato ai miei interlocutori lโintenzione di continuare la ricerca storicaย sullโenigmatico ciclo di manifestazioni mariane che inizia nel 1830 a Parigi, rue du Bac e di cui Lourdes (come La Salette, Pontmain, Fatima, Beauraing, Banneux e cosรฌ via) non รจ che una tappa. Credo che non vi sia quasiย luogo in Europaย dove la Chiesa ha riconosciuto un’apparizione e ha promosso la costruzione di un santuario che non abbia visitato. Con la devozione del pellegrino, certo; ma anche con la curiositร del cronista e la competenza โperchรจ no?- di lunghi anni di studi, di riflessioni, di sopralluoghi.
A Medjugorje fui tra i primi a recarmi non appena me ne giunse notizia e fui tra i privilegati che, pigiati allโinverosimileย nella sacrestia della chiesa, poterono osservare tutti gli allora giovanissimi veggenti nellaย apparizioneย serale. Hoย poi seguito con attenzione le cronache e le ricerche su quegli eventiย di don Renรฉ Laurentin, ilย piรน celebre ed autorevole assertore della veritร di quei fatti, un amico con il quale ho collaborato in altri suoi lavori mariani.ย Perย anni, nella Chiesa stessa, ho dovutoย confrontarmi, spesso vivacemente, con sacerdoti, teologi, laici impegnati,ย che negavano la possibilitร stessa che a Medjugorjeย il Cielo avesse qualcosa di urgente da comunicarci. Un rifiuto previo che non ha nulla a che fare con la prospettiva cattolica. Per questa, la Rivelazione รจ chiusa con lโultimo degli apostoli e lโassenso di fede รจ richiesto soltanto sulla Scrittura e sui dogmi che la Chiesa ha da essa ricavato, definito e proclamato. Questo deve bastare al credente. Ciรฒ non toglie che la generositร divina possaย concedereย queiย doni che sono apparizioni e rivelazioni dette โprivateโ e la cui funzione non รจย aggiungere qualcosa di nuovo ma ribadire e ricordare il contenuto della fede, esortando a viverlo. Nella storiaย della Chiesa, il ruolo pastorale svolto dai santuari, sorti quasi sempre su luoghi di apparizione,ย รจ stato notevolissimo. La teologia non vi ha appreso nulla di nuovo, nรจ poteva farlo; ma la vita dei fedeli vi ha tratto alimento, conforto, sprone.
Scrivo queste cose come una sorta di preambolo: per togliere, cioรจ, da meย ogni sospettoย di modernismo, diย secolarismoย che mi ponga tra certi โcattolici adulti โ (come si autodefiniscono),ย indifferenti se non ostili alle manifestazioni del Divino nella storia. Per un credente, queste sono possibili, sono attestateย nella Scrittura e poi in tutti i secoli della vita della Chiesa.ย Proprio perchรจ insospettabile,ย posso dirmiย molto perplesso โper usare un eufemismoโย per lโatteggiamento agitato di certi ambienti devozionali. Non ho assistito alla trasmissione nella quale il cardinalย Tarcisio Bertone ha fattoย affermazioni che hanno provocato una sorta di rivolta in quegli ambienti. Se il viaggio in Francia non mi avesse impedito di partecipare avrei avutoย qualcosa da obiettare, ovviamente con ogni rispetto, ad alcune di quelle affermazioni. Ad esempio, la sua perplessitร sul fatto che la lacrime di Maria, a Civitavecchia, appartengono a un individuo maschile: la Madre piange ma รจ il Figlio, non lei, che ha versato il sangue della redenzione. Nel dossier della Curia della cittร laziale, uno studio di uno dei maggiori mariologi approfondisce in modo illuminante questo aspetto. Allโobiezione, sempre (mi dicono) di Bertone, che i fenomeni di Medjugorje durano da troppoย tempo,ย si puรฒ opporre che nel Seicento a Le Laus, nel Delfinato, per una donna, Benoite Rencurel, la Vergine si fece maestra di tutta la vita, in una serie di apparizioni durate decenni e ufficialmente riconosciute dalla Chiesa.
Detto questo, va anche detto che รจย ben difficile sospettare di scetticismoย un uomo che รจ stato a lungo strettoย collaboratore del cardinal Ratzinger alla Congregazione per la fede. Eโ sacrosanta lโesortazione di mons. Bertone allโapertura al mistero e al contempo alla vigilanza critica. E io stesso, per quel che conta, ho dovuto subire malumori e magari insulti da parte di devoti di veggenti, di โprofetiโ, di โtaumaturghiโ perchรจ, prima di credere, volevo verificare se e come quelle cose fossero credibili. Circola, in certe frange cattoliche, un atteggiamento che non รจ cattolico: il pretendere, cioรจ, che la Chiesa riconosca, e subito, ufficialmente, ciรฒ che sta a cuore, con invettive se invece la Chiesa stessa prende il suo tempo o arriva addirittura a dichiarare che โnon consta della soprannaturalitร โ. In ogni caso, ogni apparizione รจ un dono, non un dogma; รจ unโesortazione, non un comando; non รจ di fede, aiuta semmai a vivere la fede.
Quanto a Medjugorje, sono tra coloro che sperano (e pregano) che quei fatti rispondano davvero a un disegno divino: tali sono i frutti spirituali che ne sono derivati, taleย รจ la devozione e la speranza che folle innumerevoli vi hanno investite,ย da far considerare disastrosa una delusione. Ci sono, inutile nasconderlo, dei problemi che non รจ lecito dichiarare irrilevanti e ai quali mons. Bertone (sto sempre a quanto mi dicono) ha accennato. Attenzione, perรฒ: lโinteresse stesso di coloro che sono favorevoli a quei fatti sta nella pazienza, nellโattesa, nella continuazione umile e fiduciosa del culto, nel rifiuto di superstizioni e credulitร , non nella rivolta verso la gerarchia, giudice ultimo di simili eventi. Ancora e sempre vale il โprincipio di Gamalieleโ: se una cosa รจ da Dio, Dio stesso provvederร a farne trionfare la veritร .