Sorpresa: Adamo più giovane di Eva

di Sandro Neri - 31 ottobre 2000 - Il GiornoĀ 

Adamo ed Eva, se mai si sono incontrati, non hanno lasciato una traccia comune nell’umanitĆ . E lo stesso i loro discendenti. Il cromosoma Y, trasmesso solo per via maschile, e il Dna mitocondriale -che si eredita solo dalla madre- presenti nell’uomo moderno sono infatti comparsi in tempi diversi. E precisamente a 84.000 anni di distanza l’uno dall’altro. A sostenerlo ĆØ uno studio internazionale coordinato dall’universitĆ  americana di Stanford e pubblicato sul numero in uscita di Nature Genetics.

La ricerca, coordinata da Peter Underhill, dell’Istituto di Genetica, si ĆØ basata sulle analisi di spezzoni dei due principali marcatori della sessualitĆ : il cromosoma Y per l’uomo e il Dna mitocondriale per la donna. Due tessere di uno stesso mosaico -il Dna dell’uomo moderno- che, sostengono i genetisti di Stanford, hanno in realtĆ  storie ed etĆ  molto diverse. PerchĆ© diverse sono state la loro evoluzione e le possibilitĆ  di affermarsi nel corso della storia.

Scomodare la Bibbia non serve. Basta risalire, più semplicemente, a 60.000 anni fa. All’epoca in cui ĆØ comparso l’antenato del maschio di oggi. Il portatore, cioĆØ, del cromosoma Y che ancora adesso ereditiamo. La Scienza dice che viveva in Africa, forse in un nucleo di tribù di non più di 10.000 persone, e che dĆ  lƬ mosse per poi espandersi nel resto delle terre emerse. Stando alla nuova ricerca, ĆØ lui l’antenato degli uomini di oggi. Non, però, delle donne. Il cui marcatore ĆØ invece molto più antico. E appartenente a una femmina di 143.000 anni fa. Vissuta, quindi, 84.000 anni prima del progenitore della stirpe maschile.

Cosa ĆØ accaduto? Ā«Delle differenti sequenze di Dna mitocondriale presenti migliaia e migliaia di anni fa solo una ĆØ rimasta, e si ĆØ trasmessa di donna in donnaĀ», spiega Francesco Cavalli Sforza, autore, col padre Luca, del saggio “La storia della diversitĆ  umana”. Ā«Anche nella popolazione maschile -continua- esistevano differenti versioni del cromosoma Y. Ma ci sono voluti 84.000 anni in più, se i dati della ricerca sono esatti, perchĆ© la versione più forte (o la più fortunata) si imponesse sulle altreĀ». Niente a che vedere con la comparsa dell’uomo e della donna sulla Terra. Piuttosto, ipotizza Cavalli Sforza, la sfasatura temporale potrebbe essere legata a una diversa mobilitĆ  dei due sessi. Ā«Le donne, che per sposarsi lasciavano la tribù originaria e confluivano in un’altra, si sono mosse molto di più e prima degli uomini. Questi ultimi, inoltre, morivano più facilmente. E’ possibile che il patrimonio genetico dei maschi delle tribù antichissime sia stato sterminato insieme a loro. Quello delle donne, invece, no. Ma non esistono dati certi su questoĀ».

Incuriosito dalla nuova ricerca, lo scrittore cattolico Vittorio Messori invita a non mescolare fede e scienza. Ā«Non ricadiamo nell’errore di Galileo e dei suoi giudici -avverte- la Bibbia non va letta come un manuale scientifico nĆ© interpretando tutto alla letteraĀ». E aggiunge: Ā«Non c’ĆØ da difendere alcuna tesi: spetta agli scienziati dirci come sono andate le coseĀ». E il lavoro, fanno sapere da Stanford, ĆØ solo all’inizio. Dalla ricerca potrebbero partire nuovi studi sulla natura dell’infertilitĆ  maschile.

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