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Capanna: si, era un vero ribelle. Messori: ignorava le classi sociali

di sebamal | Apr 24, 2014 | 1998

23 giugno 1998 :: Corriere della Sera, di Valerio Cappelli

«Oh Signore». Vittorio Messori richiude la porta di casa. Stava per andare a Messa. Ma lo studioso cattolico torna indietro. E apprende che Krzystof Zanussi metterà in scena un San Francesco rivoluzionario. «Non è un regista polacco?». Finge un tono accademico Messori, in realtà ha già in testa la sua analisi. «È la solita provincia polacca, dove le cose arrivano con trent’anni di ritardo. Ci mancava il San Francesco sessantottino. È roba da jeans con la zampa d’elefante». Mario Capanna e il ’68, sì che se ne intende. Dice l’ex leader del movimento studentesco: «Sono due immagini lontane nel tempo, Francesco e il ’68. E però si fondono. Contestare viene dal latino contestor, che vuol dire chiamo in testimonianza. Le due immagini si fondono sulla testimonianza per la quale si è disposti a pagare di persona. San Francesco è stato un ribelle, anche se poi ha ubbidito alla Chiesa». Messori ricorda il Francesco del mito e il Francesco della Storia, che col «mito ha poco a che fare ed è stato truccato in tutti i modi. Animalista: ma nel Cantico delle Creature non parla mai di animali, e ammansisce il lupo di Gubbio per cercare di salvare l’uomo. Protettore dei vegetariani, eppure riprendeva i suoi frati se non mangiavano carne. Pacifista. Un altro San Francesco travestito è quello contestatore, e siamo a Zanussi». Non si sorprende? Zanussi è cattolico osservante…«È un fior di professionista, ma doveva attingere a fonti meno anacronistiche, più attendibili. Francesco, religioso sul serio, era indifferente ai temi che ossessionano i cristiani di oggi: la giustizia sociale, le classi inferiori». Lui guardava in alto: «Nel Medioevo l’età media era di 30 anni, Francesco voleva salvare se stesso e il maggior numero di persone per l’eternità. A lui non interessava la pace sulla terra ma il Paradiso». Zanussi mostrerà un Francesco playboy prima di sfiorare la lotta armata in nome dei suoi ideali. Messori: «Che prima della conversione, Francesco fosse un compagnone allegro, è vero, ma poi visse nella prospettiva religiosa del Regno di Cristo, dove non ci sono più lacrime ma nemmeno il concetto del Tempo. Tutti i travestimenti a cui Francesco è stato sottoposto sono la conferma della sua grandezza». E Capanna : «Io sono nato a 40 km da Assisi, e la storia di Francesco la conosco bene. È stato un mistico e un battagliero». Fu il primo sessantottino? «No, ma se uno spettacolo ci dice il contrario per attualizzare Francesco e portarlo all’epoca nostra, ben venga».

© Corriere della Sera

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Vittorio Messori è uno scrittore rinomato, noto per il suo approccio rigoroso e appassionato alla ricerca della verità attraverso la fede e la ragione. Scopri di più sulla sua vita e il suo lavoro.

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