Il bestseller «Ipotesi su Gesù» torna in libreria dopo 43 anni

Libero :: 10 ottobre 2019 :: di Caterina Maniaci

«Di Gesù non si parla tra persone educate. Con il sesso, il denaro, la morte, Gesù è tra gli argomenti che mettono a disagio in una conversazione civile. (…). E irrimediabilmente tabù». Così inizia un libro pubblicato 43 anni fa, divenuto rapidamente un vero e proprio caso letterario, non solo in Italia, ma nel mondo. E già dalle prime frasi si capisce come il tema, le circostanze, le osservazioni, le constatazioni in esso contenute rendano questo libro ancora, e se possibile, anche più di bruciante attualità.

Stiamo parlando di Ipotesi su Gesù, scritto da Vittorio Messori e pubblicato nel 1976, che quasi subito suscita scalpore, appassiona e e diventa un bestseller da oltre un milione di copie, tradotto in decine e e decine di lingue, ventidue per l’esattezza.

IL PASSAPAROLA

Un successo ancora più clamoroso e sorprendente perché nato dal passaparola tra i lettori, non certo attraverso la pubblicità. Grazie a questo libro nel nostro Paese è stato rilanciato il genere dell’apologetica e a partire da Ipotesi su Gesu Messori diventa uno degli scrittori e intellettuali italiani più conosciuti e letti.

Ma da qualche anno, il libro, pubblicato originariamente dalla casa editrice Sei, era scomparso dai cataloghi dell’editore, nel frattempo “assorbito” in un più grande gruppo editoriale. Ed essendo numerose le richieste dei lettori, che non trovavano più il volume in vendita, l’autore si è lasciato convincere a ripubblicare una nuova edizione, presso l’editore Ares. Un capitolo aggiunto, un altro tolto, qualche limatura, e per il resto il saggio famoso rimane esattamente quello che uscì nel 1976, senza che si sia deposto, per così dire, un minimo granello di polvere su quelle pagine.

Qualche giorno fa, abbiamo avuto una conversazione con un’amica, la quale è tiepidamente credente e non praticante, e ha fatto questa osservazione: perché i sacerdoti che mi capita di ascoltare, o di cui leggo qualcosa, non parlano, non scrivono quasi mai di Cristo? O ne parlano a margine, come se fosse dato per scontato. Invece la figura di Gesù non è per niente scontata, e per tanti di noi rimane avvolta nel mistero.

L’INCIPIT

Il discorso riporta proprio alle fulminanti parole dell’incipit di Ipotesi su Gesù. Ma nel frattempo la questione si è allargata, e persino in chiesa sempre meno si sente parlare di Gesù. Su di lui esistono preconcetti, frasi fatte, luoghi comuni, poca conoscenza diretta, pochissima lettura dei Vangeli. Nella vita di tutti i giorni il nome di Gesù viene pronunciato con riluttanza. Eppure sulla sua figura si è forse scritto più che su chiunque altro: Messori ricorda che solo nel secolo scorso a lui sono stati dedicati circa 62 mila volumi e che alla Biblioteca Nazionale di Parigi la sua “voce” è seconda, significativamente, per numero di schede solo a quella di “Dieu”. Una contraddizione in cui Messori si è addentrato con audacia e umiltà al tempo stesso, unendo al rigore dello storico la passione dell’uomo che compie la sua ricerca sulle tracce del Maestro, segue il suo Mistero in cui abita la verità.

Un percorso che oggi sembra ancora più difficile compiere, tra i rischi sempre più pervasivi del relativismo, di una fede fai-da-te, di una dottrina diluita e negletta, rischi denunciati da Messori già quarantatrè anni orsono.

In questo panorama inquietante, se non desolante, resta sempre viva la domanda, dietro la quale si agita il desiderio di una risposta che dia senso alla vita: Chi sei Tu?

LA VERITA’

In quel testo, spiega lo stesso autore nell’introduzione alla nuova edizione, «mi riconosco ancora, senza dubbi né pentimenti: grazie a Dio, i 43 anni trascorsi non hanno intaccato la mia fiducia nella veridicità dei Vangeli. Anzi, l’approfondimento degli studi mi ha confermato la verità del grido appassionato di Riccardo di San Vittore, il grande teologo benedettino, col quale termino il libro. Un grido che mi pare sintetizzare la conclusio ne del mio lavoro di scavo nel mistero del Cristo: Signore, se il nostro è un errore, sei tu che ci hai ingannato».