Vivaio, Gennaio 2017

di Vittorio Messori, Il Timone

FRAMMENTI

Diceva il santo curato d’Ars – che Pio XI proclamò patrono del clero parrocchiale mondiale- con una frase che molti consideravano paradossale , magari eccessiva, come succede ai santi che a noi mediocri sembrano spesso esagerati : << Lasciate un paese senza parroco e dopo un anno vi si adoreranno le bestie >>.
Notare che, ai suoi tempi, non vi era ancora traccia di una delle ideologie che contrassegnano il nostro tempo : quell’ animalismo che non solo esige il sacrosanto rispetto per ogni creatura di Dio, ma che considera gli animali pari se non superiori agli essere umani. Degni non solo di essere accuditi come figli ma degni anche di imitazione, per le loro “ virtù “ che sarebbero superiori alle nostre. . Ecco dunque che ad Auvelais, nella banlieu di Bruxelles, è sopravvissuta una delle poche chiese belghe non solo ancora aperte ma munite addirittura ( mirabile dictu audituque !) di un parroco fisso. Il quale si trova di fronte a una frequenza sempre in calo di fedeli , anche alle messe festive , ma deve pure fare i conti con le risorse economiche , che tendono allo zero. In Belgio si è seguito l’esempio francese della massonica Terza Repubblica – una rigorosa separazione dello Stato dalla Chiesa – dunque non esiste un otto per mille né un salario per quanto esiguo, per il clero . Il denaro per il sostentamento dei preti e quello per le spese , non indifferenti, per la salvaguardia di un grande edificio antico e artistico come una chiesa dovrebbe venire dai fedeli. Ma se questi sono pochi e poco abbienti ( quasi tutti, ormai, anziani pensionati e qualche immigrato sudamericano e filippino ) , occorrerebbe ricorrere alla diocesi , al suo vescovo, alla sua curia. Ma qui pure , l’indigenza è crescente , anche la gerarchia sopravvive con difficoltà, in grande episcopi ormai semideserti ma di costosa manutenzione.
Ecco allora che il parroco di Auvelais ha avuto un’idea : anche i funerali per gli umani decrescono di continuo , mentre avanza la cremazione. Perché , allora, non trovare qualche risorsa nella offerta di funerali per cani e gatti ? Lo si dice con disagio, pur non giudicando nessuno : sta di fatto che qualche mese fa, nella chiesa parrocchiale belga , tra statue di santi e dipinti di scene evangeliche , si sono celebrate le esequie di tal Miss Chiwa , un cane chihuahua di undici anni e la cui proprietaria non si rassegnava alla morte . Pare che, con il funerale in chiesa , celebrato da un prete, sperasse di avere la garanzia di incontrare nell’aldilà il sul compagno prediletto . La cosa è piaciuta , la voce si è sparsa, così sono giunte prenotazioni da ogni parte del Paese .
No, san Giovanni Maria Vianney , non esagerava. Il suo non era una paradosso. Purtroppo, quello straordinario curato d’Ars si era confermato profeta e ancora una volta aveva visto giusto.

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Leggo, in uno storico che abitualmente apprezzo e nella cui prospettiva mi ritrovo spesso: << Il pregiudizio che ogni evento negativo della storia debba avere per forza un lato positivo , non è diverso dal pregiudizio secondo il quale le donne brutte debbano per forza essere almeno intelligenti. Ma – com’è ben noto all’esperienza di tutti – non mancano donne brutte che sono anche stupide >>.
Tra i miei interessi principali , come forse sanno quelli che mi leggono, c’è la riflessione sulla storia e l’enigma che essa rappresenta .La convinzione principale che ho acquisito è che le vicende umane ( guidate dal Creatore secondo un disegno che molto spesso ci sfugge ) non sono mai in bianco o in nero, ma in bianco e al contempo in nero. Secondo la logica dell’et-et che sembra guidare ogni cosa nella fede cattolica, non ci sono mai solo buoni da una parte e solo cattivi dall’altra , ma in ciascuno di noi il santo e l’assassino , almeno potenziali, convivono. Così , anche in ogni scontro – da quello politica , in parlamento, a quello militare , sul campo di battaglia – gli avversari , i “ cattivi “ per eccellenza secondo chi è impegnato dall’altra parte , hanno almeno qualche ragione.
Dunque, almeno per una volta , non sono d’accordo con lo storico che citavo e ironizza su chi pensasse che il negativo possa essere sempre affiancato da almeno qualche lato positivo. Per stare ad un esempio macroscopico – quello della guerra , che sempre ha accompagnato e sempre accompagnerà la storia umana – nessuno è così cinico da non riconoscere e da non denunciarne gli orrori. Ma, una volta, mi sono “ divertito “ – termine del tutto improprio per un simile tema – a scrivere della spinta formidabile che le guerre in generale e quelle moderne in particolare hanno dato alla ricerca scientifica e alla sua
applicazione industriale . Nello sforzo straordinario per trovare i mezzi per meglio uccidere il nemico , si è giunti a risultati che, arrivata la pace , ci hanno poi aiutati a vivere meglio. Per qualche esempio tra mille : ogni volta che saliamo su un aereo o su una nave , la nostra sicurezza è affidata a quei radar dovuti alla spasmodica ricerca militare poco prima e durante la seconda guerra mondiale. Così, i missili, creati per bersagliare il nemico, si sono rivelati necessari non solo per arrivare alla luna ( questa fu essenzialmente un’impresa di propaganda per mostrare la superiorità americana sull’Urss ) ma , soprattutto , per mettere in orbita quelle ormai centinaia di satelliti che svolgono moltissimi compiti che ci facilitano la vita . Ancora per un altro esempio : l’orrido fungo di fumo del 1945 su due città giapponesi, è dovuto all’affannosa ricerca di una equipe di fisici finanziati senza badare a spese dal governo americano che temeva lo sbarco in Giappone . La ricaduta “ civile “ fu preziosa : l’energia atomica suscitata e domata per vincere una guerra è stata , e sempre più sarà, al centro di infinite applicazioni. E che dire – ancora un esempio tra innumerevoli – di quell’ Internet che nasce direttamente da esigenze militari: assicurare, cioè , una interazione tra i Comandi in caso di guerra che interrompa ogni altra possibilità di comunicare ?
Ma, per stare alla storia che più ci preme, quella della Chiesa . Anche qui, cito soltanto alcuni esempi di “ eventi negativi “ : la persecuzione pagana, le eresie medievali , il catarismo, i papi rinascimentali all’ Alessandro VI , la rivolta protestante , la rivoluzione francese , l’ateismo omicida del comunismo al potere , il laicismo ottocentesco ….Si potrebbe continuare. Ma si potrebbe anche , per ciascuno di questi episodi, mostrare come- almeno alla distanza – il negativo abbia prodotto anche conseguenze positive . E di grande valore .
Insomma, qui pure l’et-et . Il Creatore, per suo insondabile decreto, sembra non amare gli aut-aut , sempre e comunque ama rimescolare . Unendo , come si diceva , il bianco e il nero .

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C’è un dato tra tanti che può aiutare a capire la differenza tra i Paesi mediterranei e la Gran Bretagna . Nel 1987 – a due anni dalla nomina di Gorbaciov a capo dellUnione Sovietica e a due dalla caduta del muro di Berlino – il Partito Comunista Italiano ( il maggiore di tutto l’Occidente ) aveva ancora un milione e mezzo di tesserati. In Francia erano circa 800.000 e in Spagna oltre 300.000 mila. Alla stessa data , il Partito Comunista del Regno Unito aveva in tutto 12.000 aderenti. Da sempre , oltre la Manica, i comunisti sono stati poco più che una piccola minoranza folkloristica.
Il segreto inglese ? Il fatto è che il rifiuto inglese della Rivoluzione Francese e dei suoi cosiddetti “ valori “ ( sino alla vittoria finale a Waterloo ) ha significato il rifiuto delle ideologie moderne che proprio nella Grande Révolution hanno avuto il loro battesimo alla grande . Mostrando a che portassero, se messe in pratica, le magnifiche teorie di un mondo nuovo , giusto, solidale , fraterno. L’Inghilterra fu generosa nell’accogliere coloro che fuggivano dalla Francia dei giacobini, a cominciare da migliaia di preti cattolici , trattati al meglio possibile, pur in un Paese che praticava l’antipapismo di anglicani e di riformati . Quell’accoglienza tanto liberale è stata ripagata . A contato diretto con le vittime delle utopie visionarie , quei pragmatici isolani hanno deciso di stare alla larga dalle rivoluzioni e di progredire, sì ma senza rinnegare il passato. Il laburismo inglese, cioè la forma britannica del socialismo ma non marxista , è stata cosa assai seria , spesso dura nella difesa dei diritti dei lavoratori , ma senza mai mettere in questione le basi stesse della società.
Quella vaccinazione antirivoluzionaria negli anni di Robespierre, anni vissuti constatando la sofferenze dei profughi, spiega le cifre miserande nel Regno Unito, dei seguaci dei movimenti ideologici , utopici , estremisti. A cominciare da comunismo.

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Si ricomincia a mettere in discussione ( è piuttosto noioso , avviene da secoli, se non da millenni ) del celibato dei preti , previsto per tutti i consacrati della sola Chiesa cattolica . Mi colpì , un giorno, Jean Guitton , dicendomi che la sua fede in una esistenza oltre la morte era rafforzata vedendo un prete , purché riconoscibile e non travestito da laico, come oggi quasi sempre succede . << Mi conforta >> mi disse quel pensatore al quale devo molto << perché il celibato ecclesiastico , se liberamente scelto e gioiosamente vissuto , mi pare il segno dell’attesa . L’attesa della vita eterna , per la quale si è rinunciato a quanto più contrassegna la vita terrena : la formazione di una propria famiglia . Il prete celibe , e lieto di esserlo, è “ uno che aspetta “ l’Aldilà, scegliendo quello stato di vita. Anche per questo è una testimonianza tra le più forti >>.
Restando nel tema , una frase di André Frossard che, stavolta, prendo da un suo scritto : << Gli ordini contemplativi , la clausura : un drappello eroico di uomini e donne che hanno scelto la prigionia per renderci liberi e l’oscurità del nascondimento perché abbiamo la luce >>.

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A proposito di clausura . Come si sa , e come anche qui ho già ricordato , la grandezza e l’efficacia della Regola di Benedetto stanno nel suo equilibrio : la proposta di un alto ideale, certo ; ma anche la comprensione per la debolezza umana. Ascesi e moderazione , utopia e realismo . Celebre – io stesso l’ho citato- il capitolo in cui il legislatore osserva che , se si volesse inseguire la perfezione attraverso le rinunce , il vino non sarebbe adatto per i monaci. Ma, dice, bisogna tenere conto dell’umana debolezza : dunque , se ne beva, purché con moderazione . Fissa al proposito la quantità permessa , ma indica una antica misura ( l’emina ) che aveva un valore diverso da luogo a luogo e che dunque lasciava larga discrezione all’abate , che spesso aumentava la dose così vagamente indicata. Insomma , una santa e voluta ambiguità.
Ma la stessa comprensione era praticata persino in quell’Ordine Certosino che aveva , ed ha, la regola più severa , assieme a quella dei Trappisti. La preghiera dei monaci riempiva anche una buona parte della notte , il sonno era spezzato da levate nelle ore di buio. Ma , allora, ecco una mitigazione : si permise una siesta nel primo pomeriggio : e non limitandosi ad appisolarsi sulla sedia della cella . La disposizione chiarisce subito, naturalmente in latino , che i superiori sono giunti alla decisione compatientes humanae infirmitatis , per compassione della debolezza umana . Quindi si concede che quella pausa dalla preghiera , dallo studio, dal lavoro manuale possa essere trascorsa dai monaci in lectis suis, nei propri letti.
Possono sembrare soltanto aneddoti curiosi , in realtà sono pennellate di un quadro che conferma che sostanza del cattolicesimo è la moderazione, il giusto mezzo , l’equilibrio . Tranne, ovviamente vocazioni particolari rare ( “ i folli di Cristo “, come li chiama la spiritualità ) , tutto ciò che è estremo, che è esagerato non è cattolico.

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Si parlava, sopra , di un Ordine come quello certosino. E’ ancora vivo , pur se a ranghi ridotti ( in Italia le certose sono ormai ridotte a due soltanto ) ma è nato nell’alto Medio Evo e in quei tempi lontani svolse un ruolo sociale decisivo, nella prospettiva di fede : pregare sempre e per tutti, per i vivi e per i morti. Sorreggere con la vita contemplativa la maggioranza degli uomini, immersi nella vita attiva.
Ma il Medio Evo è anche il tempo di fenomeni come quello dell’alchimia.
Obiettivo degli alchimisti, come si sa, era trovare la formula e il modo di trasformare metalli “ vili “, di poco prezzo, in metalli preziosi . Ciò che abitualmente si ignora è che molti tra coloro che praticavano quell’arte non erano spinti da un desiderio di arricchimento personale , bensì da un nobile obiettivo sociale e anche religioso . Volevano inondare il mondo di argento ( Parvum Opus ) e di oro ( Magnum Opus ), per togliere a quei metalli il valore dovuto alla loro scarsità e annullare così la brama degli uomini di possederli. Allorché l’argento e l’oro, pensavano, saranno abbondanti come il ferro e altri metalli deti vili perché abbondanti , gli uomini non saranno indotti a tutto , omicidio compreso, pur di possederli. Da qui il fatto che non solo la Chiesa fu sempre tollerante verso l’alchimia ma nei ranghi di questa scienza ( che tale è, preparando la strada ala moderna chimica ) militarono molti ecclesiastici .

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Attingendo ancora al magazzino dei ricordi personali . Arrigo Levi fu il mio direttore quando , con alcuni altri colleghi, creammo Tuttolibri , il supplemento culturale de La Stampa . Levi era un ebreo dichiaratamente sionista ( aveva anche combattuto nelle brigate giudaiche ) e, altrettanto dichiaratamente , laico . Il suo ebraismo, più che religioso, era un modo di essere rispettoso della lunga storia da cui veniva e , dunque, rispettoso di usi e costumi ebraici, astenendosi però dal saggiare il loro rapporto con quel Dio chiamato Jahvé .
Era il mio direttore anche quando uscì il primo libro , Ipotesi su Gesù che cominciò a scalare, per rimanervi a lungo, anche le classifiche di Tuttolibri. Un giorno , nel suo ufficio , mi disse cose che mi parvero significative e che non ho dimenticato. Eccole , traendole da un appunto che presi subito dopo : << Dio è senza dubbio una dimensione reale, concreta, della storia umana . Si può discutere se esiste nei Cieli , ma non se sia esistito e esista nella storia umana. In questa storia è fortemente esistito, perché ha operato attraverso gli uomini che hanno creduto in lui . Quindi, quella divina è una dimensione profondamente umana, connaturata alla nostra natura. Che poi si esprima attraverso la credenza in una entità trascendente ha per me, ebreo agnostico, un’importanza relativa >> . Insomma, anche se i Cieli fossero vuoti , un Dio – quale che sia il nome che gli è stato dato – è esistito, esiste e sempre esisterà . La storia intera, piaccia o no, sta sotto il segno di una fede.
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Qualche flash , per terminare la puntata . Perché la Chiesa è diversa da ogni istituzione umana ? Perché il suo avvenire è possibile solo se resta in sintonia e in continuità con tutto il suo passato . Può innovare ma senza mai rinnegare . Ed è roba da nulla quel passato : una scia ininterrotta di almeno tremila anni….
Per aggiungere un altro appunto , stavolta dell’amato – da me, ma anche da tanti altri – Chesterton << La Chiesa è il solo luogo che può preservare l’uomo dalla degradante servitù di essere il figlio banale e conformista della sua epoca >> .
E , infine, l’altrettanto amato Jean Daniélou : << A forza di voler stimare e di farsi accettare dagli altri, i cattolici sono giunti a rinnegare se stessi. E invece, la Chiesa – pur riconoscendo le infinite colpe e limiti dei suoi uomini – deve essere gioiosa e fiera di essere stata prescelta come depositaria della Verità >>