Vivaio, Dicembre 2015

di Vittorio Messori, Il Timone

 DE MARIA NUMQUAM SATIS

 Lo so, lo so  bene : non è elegante parlare dei propri libri . Ma stavolta ( forse  cerco di illudermi )  ho l’impressione che farlo  sia una sorta di servizio per  i lettori  . I quali  qui, in questo “ Vivaio “ ,  hanno spesso  trovato   articoli miei a tema mariano . Alcuni parlavano di  Lourdes ,  ma altri   parlavano di Lei  in ogni direzione. Ne ho scelto tredici e ne ho fatto altrettanti capitoli per la nuova edizione di   Ipotesi su Maria  che, da dieci anni , è  nel catalogo delle edizioni Ares  di Milano (info@ares.mi.it). Ne è venuto un volume ancor più massiccio,  che testimonia la verità dell’antico e famoso detto  : << Di Maria non si parlerà mai abbastanza >> . So , da quanto mi hanno scritto , che molti lettori attendevano questa edizione ampliata . Dunque, ne do notizia.   Per qualche informazione in più e   per esser spiccio metto qui sotto  la presentazione che ne fa l’editore nel retro della copertina .

<<Queste Ipotesi su Maria sono  uscite  nel 2005 ed hanno  avuto       molte ristampe , sono  stato tradotte    in varie lingue e sono  tuttora  “ vive “ nel catalogo dell’Ares .  Ma la    ricerca  di Vittorio Messori    sull’inesauribile  mistero mariano è continuata. Ecco, dunque , questa nuova edizione che aggiunge 13 nuovi capitoli  ai 50 della prima  .  Sono circa  di 120   nuove  pagine        che , come sempre   ,  uniscono la vivacità e la chiarezza del   giornalista di lunga esperienza al rigore dello storico  dalla documentazione completa e aggiornata .

<< Ma perché  tanto   impegno per scrivere   delle “ ipotesi  su Maria “ da parte  dell’autore del best e long  seller mondiale  Ipotesi su Gesù , il suo primo libro?   “ Perché “  dice lo scrittore “ l’esperienza e la riflessione mi hanno convinto che , se dimentichiamo quella radice umana  che è   Maria di Nazareth ,   la figura  di Gesù si deforma e  degrada verso  spiritualismo, moralismo, ideologismo. Si inganna,  il cristiano  che   creda   benemerito,  anzi doveroso ,   togliere alla Madre temendo di    fare     ombra   al Figlio .  Questi  ,   persa la carnalità ,  diventa ben presto  un fantasma,  il  protagonista di un  leggenda , di un  mito.     Così  dimostra, tra l’altro,  la  deriva verso l’insignificanza del protestantesimo storico  , che ha ridotto  a semplice membro della Chiesa colei  che,  per i  cattolici, è la Madonna, colei che  della Chiesa è regina.   Gesù, staccato dal corpo di una donna, assieme alla divinità perde anche l’umanità“. Continua Messori:  “Le verità sulla Madre ,  quelle che la Chiesa ha condensate nei dogmi, sono al servizio non suo ma  del Figlio . Il posto dato alla presenza   mariana non è un hobby per anziani sentimentali  né,  meno che mai,  è il “cancro, che va estirpato,  del cattolicesimo“  (Karl Barth ) . Al contrario: la sua presenza  assicura   la difesa e la pienezza  della fede >>

Questo libro è, per l’autore ,  anche una sfida :  mostrare cioè,  che è possibile amare e venerare  la Madre di Dio e degli uomini   senza cadere in certo stile “ madonnaro “ , in certi toni  mielosi  che possono respingere invece che attirare .  Messori ha grande    affetto   per la ricca e calda  devozione popolare ed è egli stesso      frequentatore assiduo  di santuari e di pellegrinaggi . Mai si intruppato in un corteo politico mentre ha sempre partecipato lieto  , se ce ne era occasione, in una processione mariana .   Ma, dice ,  “  il   sentimento verso questa  Madre donataci dal Cristo in croce  perde vigore  se  diventa  retorico sentimentalismo”>>

L’IRRINUNCIABILE APOLOGETICA

Veniamo,  ora,   a un altro libro che non è mio , ovviamente  : ma     leggendolo , mi ha molto  coinvolto .

Per  prenderla alla larga, cominciamo da una asserzione:  << L’apologetica è morta >>. Così, tranchant , Rino Cammilleri in  un articolo su La Nuova Bussola , il quotidiano cattolico in rete , parlando proprio del volume  di cui pure noi ci occuperemo qui. Naturalmente,  quella di Rino è  solo una battuta  un po’ amara,  anche se giustificata,  visto che attraversiamo tempi in cui si punta sulla emotività, sui sentimenti, sull’attivismo  sociale,    magari sugli entusiasmi,  più che sulla riflessione e lo studio . E qualcuno dice che ciò che conta non è la dottrina ma l’azione caritativa, la prassi evangelica e non la teoria . A noi, questo  sembra un pericoloso  squilibrio , un venire meno all’indispendabile et-et cattolico .        In realtà , non c’è fede autentica senza apologetica, cioè senza consapevolezza razionale della   fede e  dei  motivi fondati   per accoglierla e seguirla , anche affrontando per essa ogni sacrificio, sino a quello    della vita . E  non c’è fede  cattolica   pure  senza studio  serio     sulla marcia nei secoli di quella Chiesa che è il corpo stesso del Cristo. Apologetica,   nel senso vero , significa usare quel gran dono che Dio ha voluto farci : quello, cioè, della ragione che indaga, scruta , precisa ( e , se necessario, difende ) i motivi per “ scommettere “ sulla verità del Vangelo e sulla necessità di far parte di una Comunità che  , nei sacramenti , concede  a ogni uomo che lo desideri di entrare in contatto  addirittura fisico  col Dio incarnato. Apologetica significa mostrare  che la fede non solo  può convivere con la ragione ma proprio in  questa può  scoprire le “ ragioni per credere “ . E può mostrare che aprirsi al Mistero non è un irrazionale salto nel buio ma la scoperta e l’accettazione di una realtà  più alta .

UNA CONVERSIONE, OGGI

In questa prospettiva, un posto di rilievo è tenuto dai convertiti e dalla loro testimonianza. Il convertito da ( e a ) a Gesù  è colui che , dopo essere stato   al buio  , ha trovato  la Luce ; è colui che , dopo avere vagabondato nel labirinto della vita senza trovare una via che porti a una meta , scopre la strada che conduce  a un senso dell’esistere e del morire ; è colui che , a differenza di tanti  credenti per  abitudine , ottiene quel “ dono dello stupore “  che gli permette di gioire di “ Colui che ha fatto tutto le cose nuove “ . Nel convertito, le parole dei ponderosi  testi di apologetica,  si fanno vita e mostrano, nei fatti, che le “ ragioni “ per accettare il Vangelo non sono morta teoria ma abbondanza di vita.

Cammilleri, nel pezzo cui accennavamo all’inizio ,  ha parlato del libro-confessione di una convertita di oggi, Milly Gualteroni. Libro che ha   , come  titolo significativo , Strappata all’abisso ( e, per sottotitolo , Dagli psicofarmaci alla fede ), ed è   appena uscito nelle librerie per   le    edizioni Ares ( info@ares.mi.it ),  quelle stesse delle mie Ipotesi su Maria  . Cammilleri   ne ha parlato come di  libro “ coraggiosissimo “ :    l’autrice non esita a mettersi in piazza e a raccontare tutto del suo passato,  per confermare  quanto profondo fosse “ l’abisso “ dal quale la fede l’ha strappata.   Apologetica coinvolgente ,  dunque , per rifarci al discorso di prima. Pertanto ,   questa    autobiografia  della Gualteroni –   scritta con una buona prosa , al contempo da giornalista e da narratrice  –  avrebbe in ogni caso attirato la mia attenzione.

Come che sia , veniamo al libro e , innanzitutto   all’autrice : Milly Gualteroni, 58 anni, viene da una famiglia notabile di Sondrio  che, tra l’altro, ha tra i  suoi antenati Cesare Beccarla , quello di Dei delitti e delle pene . Portata agli studi,  non solo frequenta   nella sua città il liceo classico ma ottiene in California un diploma di High School . Tornata in Italia, si laurea a Padova in Lingue e Letterature straniere , specializzandosi in glottologia e , vincitrice di ruolo , insegna inglese nelle superiori. Decide poi di diventare giornalista professionista e, nella “ Milano da bere “ dei ruggenti Anni Ottanta  lavora in riviste patinate e snob come Gran Bazaar,  L’Uomo Vogue , Cosmopolitan. . Fa parte anche della redazione  di un settimanale  di gossip  come Chi e scrive per Panorama. In  quel turbinio di feste ,   intrighi,  vanità, denaro,   non si cura certo di vincoli etici , respinti come incomprensibili e anacronistici  moralismi . Presto divorziata , impegnata in diverse convivenze,  segue senza remore  l’ideologia libertina    del “ sesso liberato “. Però, dietro quella facciata brillante, da borghese di successo ,  si nasconde   un dramma . Una depressione devastante  che, due volte l’anno, l’atterra implacabile  e la riduce all’impotenza    nella ricorrenza delle date che hanno straziato la sua prima giovinezza. Il fratello maggiore , studente universitario ,  suicidatosi  sparandosi alla testa  col suo  fucile da caccia e il padre , medico noto e stimato ,  gettatosi da una finestra .

Mentre regge  dolorosamente  la     maschera mondana   ,  la depressione la trascina in   un baratro sempre più oscuro  e il desiderio di morte finisce col sopraffarla . Arrivata al  trentatreesimo anno,   in   pieno successo professionale e mondano,  un giorno solitario d’agosto  indossa il costume da bagno,  nella patetica  speranza di far credere a una morte  accidentale . Potrà, la povera madre sopportare il suicidio del marito, di un figlio, di una figlia?  Tracanna un cocktail micidiale di psicofarmaci tra i più potenti  e si lascia cadere , accecata  dai farmaci e semi incosciente, nell’acqua  impetuosa  di un canale derivato dal  Mincio. E’ salvata per un autentico miracolo e, svegliandosi molte ore dopo in un letto d’ospedale,  si rammarica di aver fallito, di essere ancora viva. Continua, allora, con dosi massicce di psicofarmaci che, come scoprirà, non solo non guariscono  ma aggravano la sua depressione .   Qualche anno  dopo , un nuovo tentativo di congedarsi dalla vita  : si inietta direttamente  in vena un anticoagulante  nella   speranza di farla finita . Anche stavolta si salva. Ma ci sarà una terza occasione per cercare  una morte che sembra però,  non volere saperne di lei.

In effetti,    la Provvidenza intende   usarla per mostrare     che è possibile risalire dall’abisso. Una Provvidenza  che impiegherà  anche   “ maniere forti “ per salvare    questa intellettuale postmoderna che umanamente sembra non convertibile :  razionalista , anticlericale , orgogliosa della sua cultura laica e del suo impegno civile. Milly non spera più , dopo gli effetti disastrosi ,  che psicofarmaci, psichiatri, psicologi, cliniche specializzate possano aiutarla .  Né , meno che mai,  spera che una salvezza  possa giungere da quel mondo religioso che ignora  e di cui diffida. Così, deve  a un certo punto chiedere la pensione anticipata   per questa malattia dell’anima più che del corpo che le impedisce di continuare  un lavoro che ama.

VERSO LA FEDE DELLA CHIESA

Ma ecco, allora , le “ maniere forti “ di cui dicevamo : eventi soprannaturali sconvolgenti, come un tau francescano che una notte le spunta sulla fronte;  o come una immagine della Madonna che appare sul cellulare quando decide di  fare l’ultima foto della sua vita, avviandosi al terzo tentativo di suicidio ;  o come scritte enigmatiche  che affiorano  dal nulla sul suo tavolo da lavoro .  Il mistero del sovrannaturale ha  un ruolo decisivo , in questo  racconto struggente  di desiderio di  morte e di imprevista resurrezione, ma è rivelato al lettore con  ritegno, quasi con pudore : Milly stessa ha faticato a rassegnarsi  e dovere ammettere che ciò che le accadeva   sfuggiva del tutto alla sua razionalità , alla sua ideologia  liberal.  Rosanna, mia moglie,  ed io , conoscendola ormai bene di persona   , sappiamo quanto sia estraneo per lei  il  sospetto di essere una     credula visionaria. Tra l’altro, dice sorridendo che,  se non avesse fatto la giornalista,  l’attirava il ruolo di docente di matematica : a conferma di un temperamento positivo, lontano da certa mistica spesso illusoria .      Se si è decisa a confessare tutto, ma proprio tutto,  nelle pagine del libro , compresi certi episodi  tanto sconvolgenti quanto   inesplicabili , non è certo per sé ma per altri . In effetti, arresasi alla fine , a quei “ segni “ che la spingevano verso la dimensione religiosa , ha iniziato un lungo cammino tra comunità protestanti  storiche  e  pentecostali,    non trascurando altre tappe nella galassia del religioso . Ma quella Provvidenza di cui dicevamo, alternando le “ maniere forti “ a modi più soft, l’ha sospinta verso la sua meta : un cattolicesimo fedele alla  ortodossia    , una obbedienza leale   alla Chiesa.   Tornata adesso  nella sua Sondrio, sola e  fattasi “ “ monaca nel mondo “   si impegna nella  testimonianza    di una insperata, e felice , vita nuova. Questo  suo libro   , questo Strappata dall’abisso , è per  lei un   segno dell’ impegno   in  un apostolato che ricordi –e non solo per quelli come lei ma per tutti –  che una Speranza c’è. Ed è fondata .