Un’avventura che l’individuo può vivere con grande serenità

19 dicembre 1982 :: Avvenire, di Franco Cecchin

Ho appena terminato di leggere il secondo libro di Vittorio Messori, «Scommessa sulla morte». Mi ha preso dalla prima pagina all’ultima. Lo stile incisivo ti avvince, la problematica ti coinvolge in prima persona: si tratta del destino dell’uomo.

E’ il libro giusto al momento giusto. A mano a mano che lo leggi ti accorgi che risponde agli interrogativi che ti sei posto in questi anni di trasformazione e di confusione. Sei sollecitato a rivisitare le tue convinzioni di uomo e di credente. Sei invitato ad una scelta che ti coinvolge totalmente.

E un libro che viene da lontano in quanto riprende, dopo un lavoro tenace ed intelligente di quasi sei anni, la ricerca iniziata con le «Ipotesi su Gesù». Se nel suo primo libro l’autore ti ha portato alla soglia di Gesù come vero uomo e vero Dio, qui ti provoca con una logica convincente ed appassionata ad introdurti nel mistero della Chiesa cattolica come unica via per arrivare a Cristo e per risolvere il problema della morte.

Non lasciarti prendere da pregiudizi su chi ti accompagna in questa esplorazione. Hai i tuoi dubbi, le tue perplessità. Mal sopporta le imposizioni e i formalismi. E’ inquieto e insoddisfatto come te. Sembra un «Agostino laico» che non è tranquillo finchè non ha trovato qualcosa, anzi Qualcuno che gli dia risposta piena. Da buon cronista non ti presenta chiacchiere, ma ti racconta fatti. Non si ferma all’apparenza, ma va alla sostanza.

Ti coinvolge subito, fin dall’inizio del suo libro, e ti tiene col fiato sospeso fino all’ultimo sull’unico «caso serio» dell’esistenza: la morte. Vuoi scappare ma non ce la fai. Il suo libro è come un razzo rosso lanciato nel buio che ci circonda per segnalare l’esistenza di un problema occultato, rimosso ma che pure è quello che più ci riguarda da vicino; per avvertire che, volenti o nolenti, bisogna mettersi per strada alla ricerca di una soluzione, senza la quale siamo tutti esposti a disastri personali e insieme sociali» (pag. 20-21).

La situazione-limite della morte ti inoltra in un’avventura drammatica e liberante nello stesso tempo. E’ la cartina di tornasole che ti fa scoprire la scala dei valori. Vedi, giudichi le cose in un altro modo e sei portato a trovare una soluzione che dia senso alla tua vita e a quella degli altri. «Non so che farci perchè non io ho stabilito che nel mondo, ogni orno e ogni notte, per sessantamila nostri colleghi in umanità, le ipotesi divengano certezza e la scommessa sul mistero della morte si decida, varcando il confine al di là del quale può esserci il tutto o il nulla (pag 22).

Il libro di Messori è come un itinerario di purificazione, di conversione e di liberazione. Ti aiuta a guardare alle cause del nostro disagio individuale e sociale. La morte é il nuovo tabù come prima lo era quello del sesso. Le ideologie dominanti (liberalismo, marxismo e radicalismo) ignorano, nascondono e non danno risposta esauriente all’interrogativo morte. I maestri del sospetto si sono occupati soltanto dei problemi penultimi, mai dell’ultimo. L’occultamento del destino dell’umanità porta ad effetti disastrosi. I due regimi che si spartiscono il mondo .hanno partorito un topolino; anzi si direbbe talvolta, un mostruoso ratto. Non vi è speranza che non sia stata tradita: la scienza doveva liberare l’umanità ed ha invece creato gli strumenti per la sua distruzione; la tecnica doveva umanizzare la natura e l’ha invece devastata, la storia doveva mostrare il suo volto di cammino di liberazione ed è invece finita dietro il filo spinato» (pag. 89).

L’autore con l’evidenza dei fatti ti smonta pezzo per pezzo il castello di cartapesta costruito dall’uomo moderno, ti mostra la sua inconsistenza e ti conduce ad uno sbocco obbligato. “La scienza non sa. La filosofia non può. La politica non basta. Eppure devo scommettere sul problema che più mi riguarda. Potrebbe forse servire qui, quella cosa anacronistica, cosa poco moderna, che chiamano religione?” (pag. 148). Vado avanti a carte ancora più scoperte: ciò che tento è mostrare che l’occuparsi di religione non è un hobby per perditempo. Che informarsi su ciò che ha da dire sul senso della nostra vita e della nostra morte non è il passatempo per sfaccendati. E neppure l’estrema risorsa per frustrati. Ma è l’unica, è l’ultima possibilità concessa a chi non vuole subire passivamente questo viaggio che non abbiamo voluto e che tende a un capolinea che c’è sconosciuto» (pag. 149).

Prima di rifiutare la risposta della religione sulle cose ultime, informati ed esamina. «La fede è l’ultimo passo e va al di là del ragionevole. Ma è grazie alla ragione che si giunge a quel punto oltre il quale solo la scommessa può decidere. “Pensare” può voler dire che l’ultimo passo deva ragione è riconoscere che vi è una infinità di cose che la superano» (pag. 159).

Ti trovi oli fronte al .bazar delle religioni». In una sommaria ma significativa carrellata ti vengono presentate le varie soluzioni delle grandi religioni (induismo, buddismo, ebraismo, musulmanesimo e cristianesimo). Ti accorgi, analizzando e confrontando i contenuti, che il cristianesimo raggiunge «un vertice che non può essere superato: perchè nulla è pensabile che vada oltre l’incarnazione di Dio stesso; nulla è pensabile che vada oltre la resurrezione dei morti» (pag. 174). Solo il cristianesimo .annuncia la salvezza dell’uomo nella sua integrità, corpo e anima, attraverso la resurrezione; inserendo nel contempo la salvezza individuale in quella comune» (pag. 188).

Ma non basta che tu lasci sullo sfondo le altre religioni, occorre che tu analizzi le varie confessioni dello stesso cristianesimo (ortodossia,protestantesimo e cattolicesimo). Ma ancora non basta che tu scegli il cattolicesimo tra i tanti cristianesimi, intuendone la superiorità oggettiva, devi ulteriormente chiederti: quale cattolicesimo? Finalmente, dopo una critica acuta e spassionata, sei portato a scartare le varie mode ecclesiali per puntare sulla tua unica grande «scommessa» di pascaliana memoria, sulla Chiesa cattolica di sempre. Sei posto, cioè, davanti .alla fede della Chiesa nelle cose ultime cosi come è stata ribadita dall’ultimo Concilio, il Vaticano II, alla luce di tutta la fede precedente» (pag.280)

Così senza accorgerti sei arrivato all’ultima parte del libro che ti presenta la realtà del Cattolicesimo, la sua consistenza di fronte alla morte. «Se la fede ha ragione i suoi contenuti sono oggettivi, non legati al gradimento soggettivo. A noi sta soltanto cercare di indicare, di spiegare al meglio possibile» (pag. 288).

«Questa Chiesa che, piaccia o no, non è un accessorio della fede ma una condizione indispensabile per viverla. (pag. 290). E’ attraverso la Chiesa che ci arriva la buona notizia di Gesù Cristo davvero risorto. E’ attraverso di essa che vengono celebrati i sacramenti che «traggono la loro forza dal Fatto per eccellenza: l’incarnazione, la morte, la resurrezione del Figlio di Dio nell’uomo Gesù» (pag. 342). E’ soprattutto attraverso . essa che abbiamo nello l’Eucaristia, punto culminante 31 Vita eterna. Nutrendoci dell’Eucaristia, «noi stessi siamo contagiati di immortalità» (pag. 357 ).

Non so se la mia presentazione del libro di Messori ti abbia invogliato a prenderlo in mano per leggerlo. Sappi però che se sei «uno che crede di non credere» troverai nel suo libro un’originale e duratura introduzione al cattolicesimo, quasi una fondazione antropologica al credere cristiano. Se invece sei un credente scoprirai, in questo libro, un ritorno anticonformista alla Tradizione della Chiesa con la «T» maiuscola, che ti toglierà di dosso il complesso di inferiorità di essere cattolico e ti darà la gioia della tua fede.

Se infine dovessi consigliare questo libro in un modo preferenziale a qualcuno, lo darei soprattutto ai giovani d’oggi: l’autore sarebbe per oro un «Pascal contemporaneo», anche se con un pizzico stima di sè, e li porterebbe a giocarsi sull’unica grande scommessa capace di trasformare la loro vita e di dare un futuro alla nostra società. Suggerirei soltanto alcune rifiniture in una edizione successiva del libro: mettere un’introduzione che dia il quadro generale dell’opera; esplicitare maggiormente nell’indice i titoli delle singole parti e ridurre la voluminosità del libro togliendo alcune ripetizioni.

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