Un dialogo tra fede e intelligenza

11 febbraio 1998 :: L’Osservatore Romano, di Gino Concetti

L’uomo contemporaneo s’interroga sul fatto religioso, nonostante il montante ciclone della secolarizzazione e dell’ateismo pratico. Le confessioni religiose offrono risposte che deducono e dalla dottrina e dall’esperienza. La religione cristiana attinge le verità da Dio stesso e dalla rivelazione che ha avuto il suo compimento in Cristo, il cui messaggio e la cui opera si prolungano nella Chiesa cattolica. Tuttavia non a tutti appaiono credibili i motivi. A volte concorre in negativo il comportamento di quei cristiani che invece di rivelare il volto di Cristo lo oscurano. Una disamina sulle ragioni per credere è quella compiuta da due autori: Vittorio Messori, principale, e Michele Brambilla che agisce come intervistatore. Nel dialogo vengono affrontati temi anche interreligiosi, ma è evidente che il nucleo centrale è dato dalla religione cattolica e dalla Chiesa che la proclama e la custodisce. La disamina abbraccia i secoli in cui il patrimonio cristiano si è costituito per focalizzare l’epoca attuale in cui il dibattito religioso si è fatto più serrato a motivo sia delle correnti culturali laiciste sia del sorgere di movimenti che rimettono in discussione verità affermate e verificate sia sul piano della fede che dell’intelligenza. L’epilogo dell’excursus è aperto alla speranza. È, in definitiva, Cristo che risplende sull’orizzonte della storia umana con il suo amore infinito. Il cosmo esiste perché Dio lo ha creato. «Non si può parlare di Dio Padre – si afferma nel libro – se non parlando del Figlio e anche di quello Spirito che sorregge e ispira quella marcia di Cristo nella storia, che. per noi è la Chiesa». Confessione piena e vera.

© L’Osservatore Romano

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