Thriller di Messori sul caso Gesù

1992 :: Famiglia Cristiana, di Italo Alighiero Chiusano

Un giorno ho detto a Vittorio Messori: «Quando fai della polemica storico-politica, a volte sembra che ti suggerisca qualcosa un diavoletto; quando invece scrivi su Gesù, ti ispira un angelo». Due “personaggi” che ho ritrovato nei due ultimi libri dell’autore emiliano: Pensare la storia (Edizioni Paoline) e, adesso, Patì sotto Ponzio Pilato? (Sei, pagg. 370, L. 25.000), dove sono raccolti e rielaborati gli interventi sul “Caso Cristo” ospitati sul mensile Jesus e riguardanti l’arresto, il processo, la condanna, la crocifissione e morte di Gesù (un altro volume dedicato alla risurrezione seguirà tra non molto).

Diavoletto, dicevo, e angelo. Ma non disturbiamo troppo il soprannaturale. “Diavoletto”, in questo caso, significa qualche caduta nell’intolleranza, nell’accusa senza corrispondente mea culpa, nella malignità. “Angelo” significa equilibrio, acutezza, amore al tema che però non deraglia mai nell’apologia, conoscenza approfondita della materia (quanti specialisti potrebbero imparare da questo cosiddetto “dilettante”, con alle spalle decenni di studio accanito).

Tutti sanno che Messori è un best seller internazionale. Con vari libri, ma soprattutto con quelle Ipotesi su Gesù (1976) che hanno conquistato un numero inverosimile di lettori in tutto il mondo. Non c’è da stupirsene perché il libro era stupendo: avvincente come i più classici romanzi d’avventura e insieme documentatissimo, sottile e profondo nel delineare il “ritratto” del più affascinante personaggio storico di tutti i tempi e il modo con cui oggi gli studiosi e gli esegeti lo affrontano (o lo aggirano). Eppure sono convinto che questo Patì sotto Ponzio Pilato? sia ancora migliore.

Il titolo parla chiaro, come pure il sottotitolo “Un’indagine sulla passione di Gesù”, che riassume in una riga il doloroso, appassionante, tragico tema del libro. Con passo sicuro, Messori cammina su quella Via dolorosa alla quale da quasi duemila anni gli uomini guardano come stregati, ora con la fede del credente, ora con i dubbi dello scettico, ora con l’avversione pretta del nemico. Ancora una volta: Gesù trattato come un colpevole e giustiziato in conseguenza.

Un dramma in più scene che abbiamo visto innumerevoli volte a teatro, al cinema, nei libri illustrati, sulle pareti affrescate, nelle tele, nelle sculture, negli oratori musicali; e nei libri degli storici e dei biblisti. È soprattutto con questi ultimi che Messori deve fare i conti: da quando, nel Settecento, Reimarus cominciò a dubitare della veridicità dei Vangeli, fino a oggi, quando – dopo molti decenni di spezzettamento, travisamento, minimizzazione dei fatti e delle parole riferiti dagli evangelisti-la scienza ricomincia a credere che in quelle antiche pagine ci fosse assai più verità che nelle congetture distruttive degli interpreti ispirati al sospetto.

Senza quasi volerlo, Messori rende questo libro un “giallo” di appassionante lettura, con un doppio processo: quello intentato da ebrei e romani a Gesù (e riesaminato da Messori in cerca di come si sia svolto realmente) e quello che Messori stesso fa ai vari Renan, Loisy, Bultmann, Guignebert, Bornkamm, Craveri, Donini e così via, dei quali riassume la linea ispiratrice in una frase: «Che cosa avvenne non lo sappiamo. La sola cosa certa è che non avvenne quel che i vangeli raccontano. Qualunque cosa raccontino».

Le conseguenze? Non credo che ci veli gli occhi il fatto che siamo credenti. A leggere queste pagine, prova dopo prova, e anche solo indizio dopo indizio, vien fuori che i “candidi”, “infantili”, “mitizzanti” evangelisti ci hanno raccontato una storia che è tutta Storia, voglio dire tutta concretezza e verosimiglianza, aderenza ai costumi e alle leggi del tempo e del luogo, consonanza alla psicologia umana, assolutamente non inventabile né da uno storico sia pure geniale né da un poeta che avesse la forza di Dante e di Shakespeare sommati insieme.

E i gialli non sono finiti: basti leggere le nuove scoperte rivoluzionarie di Jean Carmignac o di José O’Callaghan, le puntuali conferme di specialisti non cattolici come David Flusser o Shalòm ben Chorìn.

A tratti sembra di leggere un thriller, ma di altissima temperatura metafisica. E come no, del resto? Il quesito Gesù, realtà e veridicità di Gesù e del suo insegnamento, della sua vita morte risurrezione, non coinvolge ciascuno di noi, nessuno escluso? Più di qualsiasi altra cosa o persona al mondo?

© Famiglia Cristiana