Messori ritorna nell’arena e trionfa

gennaio 2008 :: Hispanidad, di David Amado

In ciascun epoca della storia Dio interviene in modo adeguato. Tocca a Messori –speriamo cha viva a lungo e continui a darci frutti di questo calibro- lo stesso destino di Chesterton: difendere la fede senza essere né chierico né teologo. E farlo nella maniera migliore proprio per la nostra epoca: con l’agilità dello stile giornalistico, il ricorso agli aneddoti e l’affermazione senza esitazioni che permette ai concetti di far indietreggiare i detrattori prima che essi ci mettano la faccia. Parte dell’incredulità del nostro tempo si deve alla difficoltà di parlare chiaro. Non fa specie che si dicano eresie, fin tanto che esse tuttavia, non si diffondano camuffate dietro il linguaggio “corretto” fino agli estremi, sempre al limite dell’equilibrismo o nei costanti contorsionismi del funambolo. Il dogma cattolico è stato paragonato ad una bella cattedrale, dove la totalità risplende in una armonia in cui ciascuna delle sue affermazioni si integra alla perfezione con le altre, ricevendo vantaggio dall’unirsi con le altre. Alcune moderne predicazioni lo hanno trasformato in un labirinto inestricabile al quale basta solo avvicinarsi per perdersi o per camminare senza meta nel groviglio delle incertezze e dei dubbi. Questo nuovo libro di Messori, insigne apologeta e paladino senza paura dell’ortodossia, completa come in un dittico un altro suo libro: Ipotesi su Gesù. Qui tratta della Madre e lo fa con fervore, conoscenza ed attenzione al lettore dei nostri tempi che, nell’approccio, parte con un pregiudizio razionalistico. In cinquanta capitoli, caratterizzati da una scrittura precisa e fluida, si spiega tutto quello che la Chiesa crede su Maria. Lontano da una forma di esposizione astratta, da un modo per allontanarci da chi in realtà è sempre in nostra ricerca, si parte dal dato storico, ci si sofferma sulle apparizioni della Vergine, alle testimonianze di autori recenti e alle curiose coincidenze storiche che accompagnano la sua devozione. Per la mentalità nord-europea, in fondo risentita perché la Vergine non era una valchiria nata alle sorgenti del Reno, il cattolico sarebbe un complessato. Non toglie qualcosa a Dio l’amore per Sua Madre? Non è forse blasfemo prestare tutta questa attenzione ad una creatura? Basta leggere solo alcune pagine di questo documentato libro per rendersi conto che queste obiezioni sono, per dirla chiara, delle assurdità. La differenza fra questo libro di Messori ed un enciclopedia mariana e che qui, senza perdere niente della sostanza, è tutto congegnato in modo che proprio la scrittura si converte in un argomento per preferire il primo. Le citazioni, gli episodi, i richiami ai santi ed agli autori contemporanei sono tratteggiati con tale precisione nel testo, che ci viene disegnata la più splendida ed attuale delle donne, quella che Dio ama maggiormente e che dovremmo venerare di più. Il libro è un tesoro nel quale, come dicono i vangeli del bravo scriba, si possono rinvenire cose antiche e cose nuove. Una consolazione per i semplici ed un secchio di acqua gelata per i pedanti nel loro avventato viaggio nel vastissimo campo della mariologia provocano disparati pasticci dei quali non si rendono conto di essere responsabili.

© Hispanidad

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