La storia, quanti falsi

11 aprile 1992 :: Il Popolo, di Nicola Guiso

Alzi la mano chi negli ultimi mesi, in vista della celebrazione del cinquecentesimo anniversario della scoperta dell’America, non ha letto articoli o libri, visto e udito trasmissioni televisive o radiofoniche sulle presunte colpe atroci commesse contro le popolazioni indie dai soldati, dai funzionari e dai missionari spagnoli nel «Nuovo Mondo».

Una accusa la cui fondatezza è data per scontata dai laici ma, purtroppo, anche da tanti cattolici. E che si accompagna alle altre contro il cattolicesimo (sempre acriticamente o strumentalmente avanzate e passivamente subite), ad esempio, sulla natura e le procedure dell’Inquisizione, sulle nefandezze contro la ragione, la scienza e la tolleranza commesse dalla Chiesa nei «secoli bui» del Medioevo, nelle età dell’Illuminismo, della Rivoluzione Francese, del razionalismo scientista dell’800 e nell’età delle ideologie dell’immanenza, che peraltro nel nostro secolo hanno riempito il mondo di cimiteri.

Il libro di Vittorio Messori Pensare la Storia, con sottotitolo Una lettura cattolica dell’avventura umana stampato dalle Edizioni Paoline, è la risposta rigorosa sotto il profilo documentario, sprezzante ironica, tagliente quando necessario, sempre affascinante per lo stile del giornalista di classe, alla valanga di luoghi comuni, di falsificazioni e di forzature che ha due secoli tentano di squalificare la presenza della Chiesa e dei cattolici nella storia.

E che hanno fatto dire a Léo Moulin (citato da Messori in apertura del libro), uno dei più prestigiosi storici europei, laico, razionalista, “di un agnosticismo che confina con l’ateismo”: «date retta a me, vecchio incredulo che se ne intende: il capolavoro della propaganda anticristiana è l’essere riusciti a creare nei cristiani, nei cattolici soprattutto, una cattiva coscienza; a instillargli l’imbarazzo quando non la vergogna per la loro storia. A furia di insistere, dalla Riforma sino ad oggi, ce l’hanno fatta a convincersi di essere i responsabili di tutti o quasi i mali del mondo. Vi hanno paralizzato nell’autocritica masochistica, per neutralizzare la critica di ciò che ha preso il vostro posto». li libro è una antologia di quanto Vittorio Messori scrive nella rubrica bisettimanale de L’ Avvenire Vivaio che quasi sempre prende lo spunto da fatti e vicende dei nostri giorni.

La presentazione è del cardinale Giacomo Biffi, arcivescovo di Bologna, che scrive tra l’altro: «Bisogna che ci decidiamo a renderci conto – ci dice Vittorio Messori con queste pagine – del cumulo di giudizi arbitrari, di deformazioni, di vere e propri bugie che incombe su tutto ciò che è storicamente attinente alla Chiesa. Siamo letteralmente assediati dai travisamenti e dalle menzogne: i cattolici in larga parte non se ne avvedono, quando addirittura non rifiutano di avvedersene…».

È questo un duro ma giusto rimprovero a un atteggiamento oggi particolarmente diffuso tra i cattolici, che per volontà di «dialogo», per «mantenersi nel solco della storia», per ignorare, per scelta pastorale soggettiva giungono ad accettare passivamente, e in qualche caso voluttuosamente o masochisticamente (basta rileggere gli articoli di padre Balducci sull’Unità e certi articoli di Paolo Giuntella su Il Mattino) ogni nefandezza che la propaganda protestante, massonica, vetero e neo-marxista hanno tentato e tentano di accreditare a carico ti, la presenza cattolica nel mondo.

I temi trattiti in questa prima antologia di «Vivaio» sono 289, tutti affascinanti.

Ad alcuni Messori ha dedicato più puntate della rubrica per il peso che hanno nella strategia anticattolica. Tra questi meritano di essere subito letti quelli dedicati a “cristiani e nazisti”, ai limiti sempre più evidenti delle solenni dichiarazioni sui diritti dell’uomo non fondate su una visione trascendente della natura e dei fini dell’uomo e della società, a Galileo Galilei, a Lourdes, all’ambientalismo feticista, alla realtà dell’Islam, alla « leggenda nera» sul dominio spagnolo in America di cui ho detto in principio, sulla mitizzazione massonica del Risorgimento, sul potere temporale dei Papi (quanti sanno che moltissimi ebrei espulsi dalla Spagna, per ragioni politiche e non religiose, si trasferirono negli Stati della Chiesa) sui fatti e i misfatti della Massoneria, sul rapporto drammatico, tragico in molti casi, che si è stabilito tra modernità, razionalismo, scientismo e catastrofi umane ed ecologiche.

Sono tappe di un itinerario che Vittorio Messori percorre con lucida determinazione, affinata dalla pratica ad una ricerca rigorosa di fonti e di documenti, da un sistematico confronto con le tesi avversarie, mai mistificate. da uno stile chiaro come pochi.

Tutti elementi che hanno tatto di Messori uno dei protagonisti delle vicende culturali del nostro tempo. Con l’appassionante Ipotesi su Gesù (oltre un milione di copie vendute in Italia e più di 20 edizioni nel mondo), con l’inquietante, ma nello stesso tempo consolante, Scommessa sulla morte (altro successo internazionale), con Rapporto sulla fede, l’intervista al card. Ratzinger, con Inchiesta sul cristianesimo.

Dunque Pensare la Storia dovrebbe essere nella libreria non solo di ogni cattolico senza complessi, ma anche in quella di chiunque abbia curiosità e gusto a riconsiderazione senza pregiudizi momenti decisivi della storia culture senza pregiudizi momenti decisivi della storia culturale, spirituale e politica dell’Europa.

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