Ipotesi su Maria

dicembre 2005 :: Il Timone, di Giovanni De Marchi

Cambiando l’Editore (adesso tocca alle piccole – ma prestigiose e e note ai lettori del Timone – Edizioni Ares) il risultato non cambia: Messori è sempre Messori, e auspichiamo che il suo ultimo libro si confermi il “solito” bestseller.

Ipotesi su Maria. Fatti, indizi, enigmi (ed. Ares, Milano 2005, pp. 544, € 18,00) prende spunto dalla riorganizzazione di una serie di articoli di Messori apparsi per anni, sulla rivista Jesus, sotto il titolo Taccuino mariano, anche se il materiale di partenza è stato adesso ampiamente rivisto e rielaborato dall’Autore, con il suo tipico stile, cui ci ha ormai abituato: un simpaticissimo e affascinante mix di approfondimento storico, cronaca e almanacco debordante di dati, fatti, spunti normalmente sconosciuti ai più. La narrazione, quindi, non sembra seguire un filo conduttore unitario, soprattutto quando Messori si diverte a saltabeccare or qui or Ii a lasciarsi condurre da associazioni di idee con osservazioni e provocazioni affascinanti, conducendo per mano il lettore attraverso un personalissimo percorso lungo il quale affronta le più diverse tematiche mariane dalle più variegate angolazioni, finché, alla fine, il lettore trova da solo il bandolo della matassa.

La parte del leone la fa Lourdes, le cui apparizioni vengono analizzate in controluce per mostrarne, a un tempo. la veridicità storica, la soprannaturalità e I’inspiegabilità dei miracoli e grazie ivi ottenute attraverso la Vergine. Ma proprio Lourdes offre lo spunto per un’analisi più ampia di temi più o meno collegati, dall’esasperato laicismo di chi ne negava la storicità alle dispute “ecumeniche” che coinvolgono (anche) la mariologia, dalla perplessità su alcuni commerci che spesso compaiono nei pressi dei santuari mariani, fino a interessantissimi ragionamenti relativi alla distinzione tra “devozione” e “sentimentalismo” (cap. XV).

Messori, giustamente, approfitta dell’occasione anche per un’analisi di alcune critiche alla devozione mariana-e alle devozioni in generale-che provengono, non di rado, da sedicenti cattolici “adulti” e “aggiornati” (p. 230), e approfondisce in dettaglio i risvolti del ruolo mariano nella dottrina cristiana, dalle origini della Cristianità al XXI secolo, anche attraverso le “ardite” interpretazioni teologiche conseguenti al Concilio Ecumenico Vaticano li.

Non solo Lourdes, comunque: perché la sapiente penna dell’Autore si sofferma anche su altre apparizioni riconosciute dalla Chiesa, da Parigi (Rue du Bac) a Banneux, da Siracusa ad Akita (Giappone). Forse c’è poca Medjugorie, nelle pagine di Ipotesi su Maria, rispetto a quel che si attenderebbe chi lo apre per la prima volta: ma la giustificazione risiede proprio nel non ancora pervenuto riconoscimento ufficiale da parte dell’autorità ecclesiastica (riconoscimento che, peraltro, difficilmente potrà arrivare finché le apparizioni sono in corso).

Insomma, oltre 500 pagine da leggere d’un fiato, oppure da consultare “ad apertura di pagina” spiluccando qua e là, nella consapevolezza che, comunque, de Maria numquam salis, non parleremo mai abbastanza di Maria, non la conosceremo mai a sufficienza, non la ameremo mai quanto merita. Ma, guidati da Messon, possiamo fare qualche passettino lungo la meravigliosa strada della conoscenza della Madonna, per avvicinarci a una vera e sincera devozione mariana.

© Il Timone

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