Ipotesi su Maria, fatti, indizi, enigmi

gennaio 2006 :: Rogate ergo, di Vito Magno

Motivato dal meritato successo del volume Ipotesi su Gesù e dall’accoglienza incontrata da altre sue ormai notissime pubblicazioni nonché dal suo “taccuino mariano” affidato al mensile Jesus, l’Autore ha pienamente ricuperato il concetto antichissimo di difesa delle verità cristiane facendo sua la domanda che Tertulliano, nell’Apologeticum, rivolgeva ai persecutori della Chiesa chiedendo loro di non condannarla senza averla conosciuta. Se dalla storia della Chiesa, sin dalle sue origini, si toglie o anche semplicemente si sminuisce la presenza della Madre di Gesù, si compie la più ingiustificata opera di iconoclastia che si possa immaginare. Cancellare o considerare marginale la pietà mariana, l’arte mariana, la letteratura mariana, la teologia mariana è compiere un’opera riduttiva non soltanto gigantesca, ma priva di qualsivoglia giustificazione. A fronte di questa ovvia considerazione sta, tuttavia, il fatto che, per esempio, mentre le asserite e documentate apparizioni mariane spostano folle di fedeli e suscitano una straordinaria rinascita di fede, esse non trovano nei teologi, negli storici e nei ricercatori cattolici altrettanto impegno nel presentare le prove o se vogliamo, il fondamento oggettivo di questo immenso movimento di pietà. Accade così che a una fede del popolo di Dio che nei santuari mariani – in tutti i santuari mariani – offre testimonianze forti e commoventi non corrisponde una altrettanto cogente dimostrazione storico-scientifica dei fenomeni soprannaturali che sono all’origine di queste manifestazioni di fede. La conseguenza più grave di questo dato di fatto è l’occasione perduta di impedire seriamente che Autori miscredenti o pregiudizialmente scettici diffondano pubblicazioni che, prima di essere offensive, sono negatrici della verità e di una sorprendente superficialità. Messori non disprezza i negatori e gli oppositori dell’autenticità e della veridicità delle apparizioni mariane, delle guarigioni che si registrano presso i santuari mariani e, tanto meno, delle straordinarie conversioni che vi accadono. Non li disprezza né li liquida con orgogliosa supponenza; semplicemente li confuta e – ciò che è più apprezzabile – non lo fa mettendo il dito nella piaga delle loro fragili argomentazioni, ma spiegando come invece sono andate effettivamente le cose. E lo fa con rigore scientifico e, nello stesso tempo, con il noto stile brillante e coinvolgente.

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