Ipotesi su Gesù

CL Litterae Communionis :: dicembre 1976, di Angelo Scola

E’ un libro di estremo interesse. Un giornalista che si accinge ad affrontare un tema così dibattuto e impegnativo, che esige grande competenza, rappresenta una singolare eccezione.

La capacità professionale di Messori gli consente di rendere agevole e alla portata di tutti l’intero libro. Dopo un’abile premessa sull’ impalcatura «pascaliana» del suo scritto, l’Autore si impegna anzitutto nel racconto, molto preciso, della storia della salvezza nell’Antico Testamento, seguendo i ritmi delle profezie messianiche ed il loro realizzarsi in Gesù Cristo al giungere della “pienezza dei tempi”. Si ritrova una sapiente ed ordinata documentazione che non danno affatto fastidio e risulta saldamente governata da una fede autentica e da una vasta opera di ricerca.

Messori affronta le ipotesi su Gesù per far convergere in definitiva il suo assenso su una di queste. Il punto di partenza è la posizione che è stata di Guitton, secondo il quale tentando di formulare tutte le ipotesi possibili sii Gesù ci si attesta infine su tre prospettive fondamentali : l’ipotesi critica, l’ipotesi mitica e l’ipotesi dell’accettazione nella fede del mistero di Cristo. Con abilità e capacità da competente. ma senza averne la pedanteria espositiva, il nostro raggiunge notevole incisività nell’esame critico dei diversi approcci. La posizione critica, elaborata a cominciare dalla metà del secolo scorso, attraverso una serie di argomenti cosiddetti « scientifici » riduce Cristo a un uomo più o meno grande, secondo le differenti tendenze. L’inadeguatezza di questa ristretta interpretazione è dimostrata da Messori con incisività lineare. Anche l’ipotesi mitica viene smontata passo dopo passo quando essa cerca di dimostrare che all’origine dell’evento di Cristo noti c’è null’altro che una leggenda sulla quale si è poi costruita una secolare credenza. Qui Messori si appoggia a molti testi autorevoli. mostrando appunto di aver fatto una selezione anche notevole di letteratura in merito al problema. Viene infine abbordata la soluzione autentica ai molti quesiti rimasti insoluti. Qui il libro assume tutto il suo significato più profondo e vero e si trasforma da studio e da analisi critica ad una testimonianza di fede personale. Tutta l’opera è pervasa da questa attitudine. Messori infatti è un convertito e un convertito attraverso Pascal. Nella fede si può accogliere il vero valore del Cristo uomo-Dio, colui che è divenuto da pietra di scarto pietra angolare su cui si edifica la storia della salvezza per milioni di uomini. La speranza della vita coincide con l’affermazione contenuta nel problema iniziale: la scommessa sul sì alla divinità di Cristo come scommessa giusta.

L’unico elemento che mi è parso forse troppo sbrigativo nel testo è quello contenuto nel secondo capitolo dove le prove razionali dell’esistenza di Dio vengono scartate come prove che in fondo conducono soltanto a un Dio della filosofia, dunque un Dio astratto. Quest’aspetto mi fa vedere un po’ il rischio dell’opera che però non annulla l’esperienza estremamente positiva del confronto nell’intero itinerario: assumere la posizione pascaliana in senso rigido, quasi annullando ogni appoggio che soprattutto la razionalità deve dare all’interrogazione sul fenomeno Dio.

Nella presentazione del libro all’opinione pubblica si è dato molto rilievo alla prefazione di Lucio Lombardo Radice, un’esponente di primo piano del partito comunista.

Non so se questa prefazione -certamente scritta con finezza serva totalmente alla chiara comprensione del contenuto o se piuttosto lo condizioni. Radice fa proprio riferimento alla logica della scommessa che può avere come esito il sì o il no per arrivare ad affermare che in fondo non esiste una colossale contraddizione circa le ipotesi su Cristo. tra chi scommette sul sì e chi sul no. E’ rilevato un segno dei tempi che mostra quanto ci si è ravvicinati anche da parte laica, dice Lombardo Radice, alla fede in cui credono milioni di uomini. una fede che è veramente tutta centrata sull’esaltazione dell’uomo. C’è certamente una sottovalutazione dell’elemento che chiamerei, proprio in senso tradizionale, di carattere u filosofico r che può facilitare un certo equivoco. Perché c’è una differenza radicale tra lo scommettere sul Cristo uomo-Dio e il Cristo come persona grande: c’è una differenza. radicale che si fa sentire nella vita della comunità cristiana e anche all’interno della pratica sociale così come la si attua e vive ai giorni nostri.

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