Il libro del Papa fra humor e Kafka

29 ottobre 1994 :: Corriere della Sera, di Gianni Riotta

Il libro di Papa Giovanni Paolo II è pieno di sorprese. Il pontefice, malgrado malattie, fatica, peso degli anni, non ha perduto il senso dell’umorismo. All’intervistatore, Vittorio Messori, che gli pone una domanda lunga mezza pagina, Papa Wojtyla replica serafico: “…lei chiede al Papa come egli prega”. Perfetto in mezza riga. E più avanti, a una doppia, complessa questione sul ruolo del Concilio Vaticano II, il Papa condensa con eleganza e spirito: “Il Concilio spalancò le porte perché gli uomini di oggi potessero entrare nella Chiesa, oppure le porte furono aperte perché uomini, ambienti e società cominciassero a uscirne?”. Chiarissimo. il mestiere di Messori nello scrivere Varcare la soglia della speranza, Mondadori, era d’altra parte assai complicato. Far parlare il capo di una religione, in vestito dal dogma dell’infallibilità, ponendogli le domande in modo rispettoso, ma senza perdere l’attenzione del lettore. A stare alla risposta delle classifiche dei best seller, la scommessa è vinta. E il merito è del Papa e delle sorprese, di cui l’humour è solo la prima. Intanto le letture. Wojtyla ci invita nella sua biblioteca privata, dove possiamo capire qual è la cultura del Papa e dunque, che uomo è Wojtyla. Albert Camus, lo scrittore de Lo Straniero, depresso e assassino per caso, Fiodor Dostoevskij, il nichilista di Delitto e castigo e de I Demoni, Franz Kafka, il maestro dell’angoscia nelle Metamorfosi sono citati, perché il Papa vede nei loro libri l’uomo schiacciato dall’assenza di Dio. Perchè Dio non si fa vedere? Perché permette l’odio, il gulag, Auschwitz, la guerra e i massacri? Il Papa sorprende: “Dio ha creato l’uomo razionale e libero e, per ciò stesso, si è sottoposto al suo giudizio. La storia della salvezza è anche la storia dell’incessante giudizio dell’uomo su Dio”. Anche nella risposta sulla preghiera, raccorciata con astuzia, il Papa ricorda: “Nella preghiera, dunque, il vero protagonista è Dio”. A chi legge “Varcare la soglia della speranza”, Wojtyla chiede di dimenticare la tradizionale i mpostazione religiosa da santino, l’uomo piccino in ginocchio, schiacciato da un Dio barbuto e tonitruante. “Noi cominciamo a pregare con l’impressione che sia una nostra iniziativa. Invece è sempre un’iniziativa di Dio in noi”. Noi possiamo giudicar e Dio, dice il Papa, e sembra suggerire, anzi dobbiamo. I libri del Papa comprendono Pascal, il geniale matematico e filosofo che incitava a “scommettere” sulla fede e i classici del misticismo, Eckart, san Juan de la Cruz, santa Teresa d’Avila. Ma anche filosofi citatissimi nel dibattito delle riviste d’avanguardia nei campus d’America e d’Europa, Paul Ricoer e Emmanuel Levinas: la loro ermeneutica (un complesso modo di risalire alla verità filosofica puntellandosi alle culture del passato, ” volando” come faceva il dio Mercurio): “Ci mostra sotto angolature nuove le verità sul mondo e sull’uomo”. Il Papa è orgoglioso sulla centralità della fede cattolica e spiega che né l’Islam né l’ebraismo possono sostituire il Vangelo. Con rispetto cita Socrate “la cui libera accettazione della morte in nome della verità ha, tuttavia, tratti di somiglianza col sacrificio sulla croce”. Pagine nobili sono quelle sull’ecumenismo e la tolleranza, tanto più nel rigido clima italiano: “Il mutuo rispetto è una condizione preliminare per un autentico ecumenismo…”, nessuno è re delle coscienze. Il credente esce dalla lettura ammirato per la forza e l’onestà intellettuale del Papa. Il non credente ammirato per lo sforzo di condensare la verità per l’uomo di oggi, compresa la critica . durissima . al buddismo e ai riti mistici americani della New Age. Citando Malraux, il Papa conclude che “il XXI secolo o sarà il secolo della religione o non sarà affatto”. Intanto, però, il Sinodo vede le su ore americane protestare in piazza San Pietro chiedendo più potere nella Chiesa. Con uno sforzo straordinario per un uomo anziano e provato il Papa ha scolpito la sua verità in un libro. Ma già mentre va a ruba nelle librerie, l’inquieta storia della Chiesa si muove, gli sfugge, va avanti. La religione del secolo XXI, rafforzata dal Papa polacco, sarà assai diversa da quella, vigorosa e coraggiosa, di queste pagine.

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