Dopo Gesù, Maria: un’altra Ipotesi di Messori

22 dicembre 2006 :: Il Giorno, di Rodolfo Doni

Questo Ipotesi su Maria, (Edizioni Ares) di Vittorio Messori è l’esatto contrario di quel che un lettore potrebbe sospettare: essere cioè uno dei tanti libri del culto mariano, agiografico, e dunque da non servire a chi vuol sapere obbiettivamente.
Questo invece è un libro storico, sempre documentato, che usa la razionalità, come d’altronde lo stesso papa teologo Ratzinger ha invitato a fare anche per affrontare i neo-illuministi sul loro stesso terreno. Il dibattito sulle apparizioni mariane è documentato – quasi all’eccesso – sia quando contesta le falsificate documentazioni del passato ad esempio contro le apparizione a Lourdes, sia quando porta le prove dei miracoli di guarigione, compresi quelli della ricomparsa degli arti tagliati, condizione che aveva fatto dire a Zola e a certi suoi successori miscredenti: “Crederò solo quando vedrò ricomparire un braccio o una gamba che erano stati mozzati’. Messori anche di questi dà nel libro documentazione: anche troppa, dicevo, perché quando si parla di
tutto riguardo a una materia, la scorrevolezza del libro può soffrirne. Lo stile, come sempre in Messori, è fluido e affabile, come anche quando ha affrontato, per altri suoi libri il colloquio con questo Papa, grande uomo di cultura, il quale sa anche ben ascoltare come io stesso ho sperimentato incontrandolo fin dal suo primo famoso libro “Introduzione al Cristianesimo”.

Vittorìo Messori, nato professionalmente a La Stampa, ha scritto poi per Avvenire e per il mensile Jesus, è oggi è una delle firme più prestigiose del Corriere della Sera.

Questa sua nuova Ipotesi su Maria comincia con una citazione polemica nei confronti di uri volume della Utet di Torino, casa di un “prestigio indiscusso per le sue opere di alto livello” (parole sue) che però in un volume della Cronologia Universale più volte ristampato e aggiornato, per l’anno 1858 ricorda “l’attentato di Felice Orsini a Napoleone III” e prosegue poi “per molte colonne registrando perfino l’uscita di un romanzo postumo di Khacatur Avovìa, scrittore Armeno”, ma tace del tutto “su quanto accadde quell’anno stesso 1’11 febbraio”; avvenne, come si sa, l’apparizione a Lourdes.

Ma “non c’è da scandalizzarsi di simili buchi informativi”, viste le stagioni antireligiose che si vivevano nel passato, stagioni oggi invero alquanto superate. E Messori ricorda che , a proposito di quelle guarigioni la stessa Chiesa resistette a lungo prima di riconoscerli miracoli, finché, in più di 100 anni, ne ha riconosciuti e dichiarati soltanto 65, quando tra il 1858 e il 1914 di guarigioni ne furono registrate non meno di 4.445.”.

Ma qui non ci resta che appellarci al libro, tanto è dovizioso di elementi da rendere impossibile riassumere.

Due osservazioni particolari vogliamo però riportare. La prima che , a Lourdes come altrove, le guarigioni e i miracoli non sono mai eclatanti. E’ questa la consueta strategia anche di Cristo in ordine al suo manifestarsi:far apparire quel tanto che sia un “segno” evidente della verità ma non così abbagliante da annichilire la volontà libera dell’uomo

La seconda: perché appare Maria e quasi mai Gesù? “Le comunità nate dalla Riforma” la chiamano una “mariolatria”. Il fatto è che Maria è una di noi, il Figlio è anch’esso uomo, uomo-Dio, che ha vissuto la nostra stessa condizione ..

D’altronde Gesù muorendo ha affidato Maria a un uomo, il discepolo Giovanni, dicendogli “Questa è tua madre ” e dicendo a lei: “Questo è tuo figlio”. E qui l’autore non perde l’occasione anche per rivolgere la sua vena polemica verso chi, imitando la “celeberrima Vita di Gesù di Renan, ha detto, come in qualche recente libro o film, che Gesù, ha avuto anche fratelli: “Se Maria avesse avuto altri figli e figlie sarebbe eccezionalmente singolare che, morendo avesse affidato la madre a un discepolo”.

Basta scorrere l’indice di queste pagine di Messori per capire come tutta la materia sia trattata da ogni punto di vista. Per cui non crediamo di sbagliare a prevedere che chiunque voglia scrivere o parlare a fondo del culto di Maria non potrà d’ora in poi non conoscere questo libro.

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