Quegli occhi prodigiosi di Maria

Gennaio-Febbraio 2002 :: Il Timone, di Silvia Scaranari Introvigne

“Il credente è un signore che accetta un miracolo, se a questo l’obbliga l’evidenza”. La nota affermazione di Gilbert Keith Chesterton può efficacemente riassumere il contenuto dell’ultimo libro scritto a quattro mani da Rino Cammilleri e Vittorio Messori (Gli occhi di Maria, Rizzoli, Milano 2001, 319 pp. 16,53 euro), entrambi autori ben noti al pubblico cattolico (e non) per la loro attenzione alla storia, indagata e letta alla luce della Rivelazione che, proprio perché divina, illumina le menti rendendole capaci di superare le fredde barriere del “fatto” e di comprendere il significato dei tempi.

L’occasione del testo è riferire su miracoli – decine se non centinaia di miracoli – accaduti in Italia Centrale, da Ancona a Perugia, da Rimini a Recanati, da Jesi a Civitavecchia e infine a Roma, dal 1796 al 1797, aventi per soggetto quasi sempre la SS. Vergine. Dal 25 giugno 1796 Maria si rende presente fra gli uomini: quadri, affreschi, mattonelle votive che ritraggono la Madonna solitamente a mezzo busto e con lo sguardo rivolto verso il basso, si animano, gli occhi della Vergine si muovono verso l’alto, cambia il colore del volto, muta l’espressione. I prodigi sono riportati da Cammilleri in modo scrupoloso, con la ricostruzione dei processi canonici indetti per accertarne l’autenticità e limitati a ventisei casi sui cento e più dichiarati. Nelle pagine scorrono nomi dl testimoni oculari dei fatti appartenenti a tutte le categorie sociali: dal parroco alla marchesa, dal capitano della guardia civica al padre cappuccino, dal portiere all’architetto e così via. L’autore, come è solito fare, prende spunto da questi avvenimenti per condurre il lettore in un excursus sulla storia italica di quei tristi anni d’occupazione napoleonica, stragi, persecuzione sociale e religiosa, furto e rapina del nostro patrimonio artistico. Sebbene interessante, non si esaurisce in questo lo scopo del volume. Piuttosto mi pare di cogliere come parte centrale dell’opera il tentativo di Cammilleri di proporre una riflessione meta-storica dei fatti enunciati, che diventa teologia della storia nell’ultimo capitolo, sviluppato sotto forma di intervista con Vittorio Messori.

Alcuni spunti di riflessione: non grandi e famosi quadri della Vergine, pure numerosi a Roma e in tutta Italia, sono oggetto del miracoli, ma umili immagini, spesso semplici edicole di strada, le famose “mattonelle” chela devozione popolare ha posto agli angoli delle vie a ricordo di qualche grazia o a richiesta di protezione, quasi a ricordare la virtù della modestia e dell’umiltà che tanto si contrappone alla prosopopea illuminista e rivoluzionaria portata in Italia da Napoleone. Proprio il grande Imperatore è messo in antitesi con san Giuseppe Benedetto Labre, la ricognizione delle cui spoglie avviene a Roma con grande solennità il giorno prima che inizino i miracoli ad Ancona. Tanto l’imperatore dei francesi si è fatto grande agli occhi degli uomini, non risparmiando, a questo fine, violenze e soprusi, morte e desolazione, tanto il santo barbone si è fatto umile e dimesso, nascosto al potenti ma grande agli occhi di Dio.

Nell’estate di quel 1796 grandi avvenimenti si stavano compiendo per le sorti dell’Italia e del Papato: Napoleone stava scendendo nella penisola sottomettendola alla Francia rivoluzionarla ed ecco Maria interviene quasi a consolare e rinforzare il suo popolo nella fede, come anni dopo – nel 1830 – porterà ai fedeli la Medaglia miracolosa a istruire e confortare i tatto ci che stavano per vedere ultimo atto rivoluzionario nella deposizione del re Carlo X sostituito dal “re borghese” Luigi Filippo d’Orléans. E ancora nel 1846 a La Salette prima del grande sconvolgimento del ’48, nel 1856 a Lourdes, nel 1871 a Pontmain mentre la Franca é distrutta dalla sconfitta di Sédan dell’anno precedente, dall’occupazione prussiana e dalla Comune di Parigi, nel 1917 a Fatima pochi mesi prima della Rivoluzione bolscevica origine di centinaia di milioni di morti in tutto il mondo, nel 1933 a Beauraing e a Banneux mentre in Germania sta salendo al potere Hitler, e ancora dal 1981 a Medlugorje (ma in questo caso la Chiesa non si è ancora pronunciata), in una terra per molto tempo contesa dai turchi ..

Spunti di riflessione, nulla di più, ma spunti che in un certo senso obbligano il lettore contemporaneo a interrogarsi sul miracolo e sul mistero. Da un libro di Messori e Cammilleri non ci si attende di meno, né si può chiedere di più.

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