“L’Infedele”? Ok! Ma i fatti sono fatti

8 luglio 2005 :: Avvenire, di Rosso Malpelo (Gianni Gennari)

Storditi dal referendum: anche i migliori.

“Repubblica” (6 luglio, p. 1): “Se ritornala battaglia sulle anime”. Gad Lerner, quello dell”‘Infedele” lucido e infornato, accusa la Chiesa come interessata “alle anime” degli uomini (!), mescolando però confusioni altrui -gli storici Prosperi e De Boer -con le proprie. Una stratosferica: scrive, Lerner, che perla Chiesa “l’anima è trasfusa per il tramite del Battesimo a chi altrimenti resterebbe una non persona”. Una gigantesca fesseria: teologica, filosofica e storica. Un’altra confusione è terra terra, ma da primato. Contesta la pubblicazione del libro di Vittorio Messori -“Io, il bambino ebreo rapito…” (Mondadori)- che riporta le memorie, inedite e autografe, del “bimbo ebreo Edgardo Mortara sottratto ai genitori nel 1858 per ordine di Pio IX. Il torto di Messori? Perbacco! il “memoriale” difende Pio IX. In esso si apprende infatti -ma Lerner lo tace, con tutti duelli che hanno scritto contro il libro- che quando venne alla luce la vicenda, Pio IX stesso voleva solo che fosse rispettata la libertà del ragazzo, rinunciando anche alla sua tutela e mettendolo in un luogo neutro fino all’età matura, ma che la famiglia rifiutò, e poi che lo stesso Mortara non volle mai più tomare dai suoi, scelse di farsi prete chiamandosi Pio Maria, considerò Pio IX suo vero padre e visse libero e felice, gran fama di catechista e predicatore, morendo ultranovantenne nel 1940. E così: Lerner e Co. parlano di 90 anni di Mortara ignorandone 83 e scrivono delle sue memorie come se non lui non le avesse mai scritte, e loro non le avessero mai lette. Un caso clinico.

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