Il Papa apologeta

novembre 2006 :: Il Timone, editoriale di Giampaolo Barra

E’ sbagliato non frenare un sussulto dell’animo e farsi scappare un “ma allora avevamo visto giusto”?. Se sì, il Signore mi saprà perdonare. Ma è quanto mi è accaduto di sperimentare leggendo il discorso di Benedetto XVI pronunciato al recente Convegno della Chiesa italiana a Verona. Ad un certo punto il Papa ha detto: «Dobbiamo essere sempre pronti a dare risposta (apo-logia) a chiunque ci domandi ragione della nostra speranza».

Capito, cari amici? Ha pronunciato la parola “apologia”. E ha spiegato che dobbiamo fare apologetica e diventare apologeti, vale a dire cattolici in grado di rispondere a chiunque voglia conoscere le ragioni della nostra fede. Questo è il compito – l’ho scritto tante volte – per svolgere il quale è nato il Timone. E intorno a questa missione si è radunata una squadra di formidabili studiosi, giornalisti e scrittori, che voi seguite con vivo interesse.

Ora, il Papa ha detto che l’apologetica è compito indispensabile nell’Italia di oggi. Grazie Santità. Grazie per queste parole illuminanti e confortanti. Noi possiamo contraccambiare pregando per la sua persona e per il buon esito della sua gravosa missione di pastore universale. Perché quella parola (apologia), sino a pochi anni fa, era impronunciabile anche in molte stanze della casa cattolica. Se lo ricordano bene i tanti apologeti che scrivono sul Timone, e in particolare se lo ricorda colui che per primo, qualche decennio orsono, ha avuto l’audacia di rimetterla in auge. Sto parlando di Vittorio Messori, che i lettori del Timone conoscono bene, potendosi gustare mensilmente il suo “Vivaio”.

Anche a Messori va il nostro grazie. Senza di lui, il Timone non solo non ci sarebbe stato, ma non sarebbe stato nemmeno pensato. E’ a lui che mi sono ispirato quando ho dato vita al nostro mensile. Lo volevo come firma fin dal primo numero. Lui – lo posso dire? – mi ha dato preziosi consigli anche quando aspettava il tempo opportuno per collaborarvi, temendo che il suo nome, al quale immancabilmente si accompagnava l’etichetta scomoda di “apologeta”, potesse più nuocere che giovare ad un mensile appena nato.

Oggi Messori ci ha regalato un’altra delle innumerevoli perle con le quali ha abbellito la collana dell’apologetica italiana e che nutrono la nostra intelligenza, regalandoci ragioni da utilizzare per consolidare la nostra fede e rispondere a chi l’avversa.

È da poco uscito in libreria “Emporio cattolico”, che raccoglie i “Vivaio” pubblicati in questi anni sul Timone, ma anche molti altri articoli apparsi su diverse testate. Per aiutarci a fare nostro “Uno sguardo diverso su storia e attualità”, come recita il sottotitolo. È un libro che consiglio, tale e tanta è la quantità di informazioni, di notizie, di dati che irrobustiscono, ristorano, rassicurano e confermano. II tutto offerto come Messori sa fare da par suo: con un linguaggio semplice, scorrevole, agile, che spinge a leggere tutto d’un fiato, adatto veramente a tutti.

Leggetelo. Fatene un’arma della buona battaglia apologetica. Acquistandolo in tanti, e regalandolo ai vostri amici, confermerete a Messori ciò che lui sa già molto bene: i lettori del Timone gli vogliono bene. E gli sono grati per la sua opera apologetica. Che il Papa, a questo punto. vuole sia fatta propria da tutta la Chiesa.

© Il Timone