Conversione

31 maggio 2002 :: Il Foglio Quotidiano

“E’ ormai lunghissima bibliografia di Vittorio Messori -che è forse l’italiano vivente più tradotto nel mondo- ha un filo conduttore che può sfuggire a prima vista e che è invece prezioso individuare Quel filo conduttore è la storia. Perchè tutto il cristianesimo si gioca attorno a domande concretissime su fatti accaduti oppure no: se davvero Gesù è fisicamente te risorto la mattina del 9 aprile dell’anno 30 a Gerusalemme, se veramente Egli è vivo e ha operato in questi venti secoli di storia della Chiesa e opera concretamente. E come incontrarlo e riconoscerne la “presenza” attiva.

Anche gli ultimi libri di Messori ruotano attorno a queste domande. Da “Dicono che è risorto” a “Il miracolo”, a “Gli occhi di Maria”. Oggi Messori è di nuovo ai vertici delle classifiche con una sorta di libro-dialogo con Leonardo Mondadori: “Conversione. Una storia personale’ (Mondadori). In effetti si racconta in queste pagine la vicenda personale di un grande nome del mondo culturale e mondano dei nostri anni. Leonardo Mondadori è il rappresentante di una “dinastia” di editori che ha avuto un peso decisivo nella storia intellettuale d’Italia ed è attualmente ai vertici di quella grande azienda.

Viene da un’educazione laica. presso ché indifferente alla Chiesa. L’infanzia vissuta in casa di uno dei più grandi editori europei, le vacanze fra Cortina e Portofino, rammenta “di essere stato. bambino, sulle ginocchia di Thomas Mann e a tavola con Walt Disney. Se suonavano alla porta poteva essere Ungaretti o Buzzati o Montale”.

Poteva un tal signore laico. a un certo punto dell’esistenza. “incontrare” Gesù Cristo e restarne colpito al punto da cambiare totalmente vita e diventare cristiano, cattolico? E’ accaduto. A Messori ha raccontato come, con un candore, una libertà e un buonumore che sono anch’essi indizio di una nuova vita e di un’insperata letizia. Nel suo ambiente a lungo si è spettegolato: “A un certo punto si era diffuso, tra Milano e Roma, il sospetto che si drogasse o che bevesse: come spiegare altrimenti che ‘il Mondadori’ fosse sempre così allegro, cordiale, sorridente?”.

La forza della “grazia” -fra l’altro- gli ha permesso di vivere con grande serenità una grave malattia sopravvenuta poco dopo la conversione. Messori racconta questa storia personale come una delle tante tracce della presenza attuale e viva di Cristo, il grande amico degli esseri umani. Il segno più grande infatti -perfino più delle apparizioni e dei miracoli- è l’irrompere della luce in una vita che non la conosceva.

Quando questo miracolo accade – come dimostra il caso Mondadori – una ritrovata semplicità e una giovanile baldanza rimettono ordine e amore in tutte le cose scombinate della vita. E’ stupefacente allora cogliere un uomo come Mondadori mentre ritrova se stesso, sentirlo parlare della castità dopo tante sue vicende affettive, ascoltarne l’entusiasmo sulla bellezza della preghiera e dei sacramenti, sorprenderne l’umanità perfino al mercato rionale e poi l’accorata paternità verso i figli a cui augura “di scoprire nelle loro vite il mistero e la gioia della fede”.

Davanti a una tale vicenda, raccontata nel libro di Messori, c’è ora chi avvicina Mondadori per chiedergli anzitutto quanti sono i diritti d’autore del volume e se c’è una relazione fra la conversione e l’incontro con Silvio Berlusconi. Tanti, nei secoli scorsi, a cominciare dall’autore delle “Confessioni”, avevano sentito il bisogno di raccontare la propria conversione, ma ad Agostino e agli altri fu risparmiata la domanda sul prezzo di copertina e su Berlusconi. Una vera ossessione. per alcuni, nell’Italia di questi anni.

 

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