Quinzio: sono sospettoso. Messori: cosa seria

7 aprile 1995 :: Corriere della Sera, di Michele Brambilla

Quello che ha raccontato monsignor Grillo è veramente successo, ma è presto per dire se di miracolo si tratta. Su questo tutti i cattolici sono d’accordo. Non tutti, però, guardano ai fatti di Civitavecchia con lo stesso spirito. C’è chi pensa che i miracoli aiutino la fede e chi invece vede il pericolo di cercare a tutti i costi un “segno”. Al primo “gruppo” appartiene senz’altro monsignor Alessandro Maggiolini, vescovo di Como e unico italiano ammesso alla redazione del nuovo Catechismo. “Ho il sospetto che la Madonna si sia presa una piccola rivalsa nei confronti dei teologi che l’hanno trascurata dopo il Concilio”, dice. “Vede, è presto per dire se siamo di fronte a un miracolo. Ma quello che mi pare assurdo è che ci sia gente che pretende di stabilire come e quando Dio deve intervenire”. E quelli che parlano di trucco? “I veri dogmatici sono loro, i non credenti che escludono a priori. Noi siamo aperti a una ricerca serena della verità”. Carlo Bo, invece, ha l’impressione che questa vicenda sia “estranea al problema della vera fede”. Perché “Dio può manifestarsi in tutti i modi, ma ciascuno deve risolvere il problema della propria fede al di là di queste manifestazioni, che per la maggior parte dei casi danno adito a una serie insuperabile di dubbi”. Più o meno dello stesso avviso è Dino Boffo, direttore di Avvenire: “Credo molto di più se mi inginocchio davanti al Santissimo, in chiesa. È lì che Cristo ci ha promesso la sua presenza. Mi sconforta vedere gente che crede alle statuine che piangono e non a una cosa certa come l’Eucarestia”. E se la Madonna avesse pianto davvero? “Bisognerebbe partire da questo fatto per intraprendere un cammino, non fondare la fede su quelle lacrime”. E anche il giornalista e scrittore Giorgio Torelli dice di avere “infiniti altri modi per stimare Maria”. “Se è vero che ha pianto, e io non lo posso escludere, queste lacrime non aggiungono niente alla tenerezza che ho per lei”. Decisamente più scettico, invece, Sergio Quinzio: “Mi insospettiscono gravemente due cose: il numero eccessivo di queste statuine che piangono, e il periodo pre elettorale. Detto questo, non escludo nulla”. Più in sintonia con monsignor Maggiolini sono il portavoce dell’Opus Dei Pippo Corigliano (“Seguiamo questi fatti con attenzione e rispetto”) e il missionario Piero Gheddo: “Credo al vescovo senza il minimo dubbio. Forse la Chiesa, influenzata dal mondo moderno, ha trascurato troppo queste manifestazioni di Dio che toccano il cuore della gente. E ha creduto di spiegare la fede solo con i libri, cioè con l’intellettualismo e con il razionalismo. Perché disprezzare queste vie che possono portare alla fede?”. Infine, Vittorio Messori: “Proprio perché conosco la deformazione razionalista di certa gerarchia ecclesiatica, quando ho visto la testimonianza del vescovo in tv ho fatto un balzo sulla sedia. Se persino i preti dicono di crederci… Insomma, la prudenza resta d’obbligo, ma non c ‘è dubbio che la cosa, ora, è seria”.

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