Non siamo più soli. Bentornato, caro angelo custode

29 ottobre 1992 :: Corriere della Sera, di Giulia Borgese

Negli Stati Uniti c’è un bestseller annunciato e uno già bruciato, che nascono da una nuova moda che pare si stia facendo sempre più dilagante. Il bestseller annunciato si chiama The Angel Book ed è un manuale che vuole aiutare gli uomini oppressi dalla multiforme crisi che si è abbattuta su gran parte del mondo a ritrovare l’angelo che è dentro di loro; quello già bruciato è Ask your Angels, uscito il me se scorso e già alla quarta edizione. Intanto a Denver si è aperto un grande negozio che si chiama Angeli per tutte le stagioni, dove vanno a ruba magliette, spillette, notes, saponette, portaceneri, poster e via dicendo con una grande varietà di immagini angeliche al posto di Topolino o Spiderman o Madonna. Nel New Jersey, poi, esce da poco un settimanale intitolato Angel Watch che fornisce notizie su tutta una umanità invisibile che vive accanto ai terrestri:la razza degli angeli, appunto. Per non parlare delle esposizioni collettive di pittori che all’angelo custode si ispirano e dei seminari affollati che hanno per tema questa impalpabile, bambinesca creatura. Da noi le mode americane arrivano, ineluttabilmente, un po’ in ritardo, ma arrivano. Così abbiamo voluto sentire qualche personaggio che in un modo o nell’altro con gli angeli può, magari, incontrarsi. Ecco lo scrittore Vittorio Messori autore di Ipotesi su Gesù, il quale dà agli angeli il suo “bentornato”. “L’Angelo Custode -dice- era una delle verità più consolanti del cattolicesimo: confermava la fede in un Dio che non solo aveva voluto farsi uomo tra gli uomini, ma che accanto a ciascuno poneva sin dalla nascita una sua creatura di fiducia con il compito di “illuminare, custodire, reggere, governare” come dice la preghiera commovente che ogni bambino imparava a memoria. Il disastro di tanto razionalismo postconciliare aveva messo in sordina, quando non alla berlina, questa verità consolante. Nel catechismo per i giovani della CEI era scomparso ogni accenno all’Angelo custode, e di certo dal Cielo non avevano benedetto questo catechismo i grandi santi pedagogisti come Don Bosco e San Filippo Neri. “Ma mi confermava di recente il cardinal Ratzinger che nel nuovo catechismo universale che sarà promulgato l’8 dicembre, gli Angeli Custodi ritornano davvero in forza. Ben vengano. “E però sconsolante la visione di una Chiesa che proprio sul suo terreno accetta di farsi sorpassare da qualche americano che più di tanti clericali di oggi ha saputo intuire, magari annusare lucrosamente, le aspettative dell’uomo contemporaneo”. Allo scrittore cattolico fa eco un filosofo laico come Salvatore Veca: “Il ritorno degli angeli è forse un sintomo dell’aumento dell’incertezza dovuto ai grandi eventi di fine secolo – come la sparizione di un’intera parte del mondo, e anche quella di una regione a noi così vicina e familiare come la Jugoslavia – che si riflettono poi sulle nostre singole biografie. Ciascuno di noi sente come l’erosione o il collasso di quella piccola bussola interna che ci guida quando viviamo – come in genere viviamo – col pilota automatico innestato. Sentiamo aumentare il tasso di rischio, l’ombra del futuro si fa più corta e abbiamo bisogno di un buon tutore che sostituisca la bussola, che ci protegga dal rischio. Molti si fanno continuamente fare le carte (fenomeno in crescita) o consultano l’oroscopo, altri riscoprono la poetica figura che ci sta vicino fin da quando siamo piccoli”. E sentiamo anche un parroco di una grande chiesa che sta al centro di una grande città: monsignor Luigi Crivelli, parroco di San Simpliciano a Milano e direttore di Terra ambrosiana. Ecco quel che dice della sua esperienza di padre spirituale: “In verità non incontro mai nessuno che mi chieda qualcosa sul suo conto dell’Angelo Custode. Devo dire che sono piuttosto io, parroco, ad introdurre qualche volta l’argomento e lo faccio con i ragazzi: li vedo subito illuminarsi e aprirsi al sorriso non appena dico loro che c’è un angelo che gli vuole bene, che pensa a loro e che di loro si cura per volontà di Dio. L’angelologia, come si dice in gergo, è una carta sbiadita o del tutto consunta presso i grandi, è una fogliolina tenera ma senza grandi prospettive di sopravvivenza presso i bambini, che forse pensano all’angelo come ad uno dei loro cari extraterrestri. “Scorro un moderno dizionario di teologia e non vi vedo la parola “angelo” fra le voci trattate, e l’argomento non viene ricordato neppure nell’indice analitico. Di contro stanno le pagine della Bibbia piene di voli e di rumori d’ali, di messaggeri di Dio che sfrecciano per portare ambasciate a chi riposa nel sonno o veglia in preghiera. Non mi meraviglia davvero che in un momento di crisi e di solitudine faccia capolino la figura dell’angelo custode. E mi domando se questo sia un inconscio ancoraggio per naufraghi di angoscianti perdizioni o la rivincita di un amico necessario che chiede di f arsi riconoscere dopo tante ingiuste dimenticanze. “Credo che i fedeli continueranno a non interpellarmi sul conto degli angeli ma mi fa piacere sapere che qualcuno, comunque, e più in su, pensa a loro”. Adesso un grande poeta, Attilio Bertolucci . Per prima cosa lui un po’ si commuove al ricordo di una sua poesia molto giovanile che era, appunto, dedicata All’Angelo Custode” (era nella raccolta Sirio del 1929). E me ne recita alcuni versi: “Non è un’ombra. Fugace sulla polvere. Grigi sono i gran pali. Del telefono. In cui s’ode quello strano rumore. E l’erba è stanca e triste. Mio giovane compagno. Io non credevo più. D’averti allato. Ed ho paura”. E poi aggiunge: “Io lo dico un po’ per scherzo, ma proprio sull’ultimo numero di “Nuovi Argomenti” la poetessa Bianca Maria Frabotta ha scritto che il mio doppio non è un Angelo del male, ma un Angelo Custode amorevolmente chinato su chi apostrofandolo “Mio giovane compagno” se ne era conquistato per sempre l’ascolto e la protezione. In somma la verità è che io sostengo che la composizione del mio poema “La camera da letto” è stata guidata non dall’ispirazione, o dalla musa, o dal demone -creature care ai poeti-, ma proprio dal mio Giovane Compagno, l’Angelo Custode!”.

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