Messori: “Macchè misoginia, il Papa fa sante le casalinghe”

24 marzo 1995 :: Corriere della Sera

“Ma no, ma no, questi sono schemini da paleo psicanalisi. Non si può prenderli sul serio”. Vittorio Messori, scrittore e “voce” di papa Wojtyla con cui ha scritto il libro Varcare la soglia della speranza, è perentorio, quasi annoiato, nel respingere la tesi di Ida Magli sulla Madonna: creata madre e vergine dagli uomini consacrati per facilitare la propria identificazione in “sposi” di un Dio maschio. Oltretutto Messori sul mensile Jesus tiene una rubrica intitolata Taccuino Mariano. “Nella storia i maggiori devoti della Madonna sono molto virili: virili nel senso migliore, s’intende. Si pensi ai Crociati, che si definivano Cavalieri di S. Maria Vergine. Certo, poi la Chiesa è fatta di uomini, a volte infedeli alla parola di Cristo, ma mai è stata misogina in modo costante e generale…”. Magli a parte, ma le secolari disquisizioni sul fatto se anche le donne abbiano l’anima o no? “Eccolo qua il solito Medioevo oscuro! Ma se allora c’erano abbadesse più potenti dei vescovi. Certo, mancava loro il sacerdozio, ma per esempio il papa torna da Avignone per la violenta campagna scatenata da una donna, Caterina da Siena”. D’accordo con la Magli, allora, nel definire il cristianesimo religione delle donne? “È indubbio che la rivoluzione cristiana sconvolge soprattutto i rapporti tra gli uomini. E San Paolo, che invece è sempre bollato come misogino, grida addirittura che ormai non c’è più né giudeo né pagano, né greco né barbaro, né uomo né donna”. S. Paolo viene messo sotto accusa come creatore di una religione della morte e… “Certo, Paolo l’eviratore della rivoluzione evangelica, Gesù buono e Paolo il cattivo. Ma è il positivismo dell’800”. Si arrabbi definitivamente: la Magli sostiene che l’attuale papa, che lei conosce bene, è come San Paolo. In particolare, un fanatico dei martiri.. “E cosa deve fare un Papa? E poi no, i fatti sono diversi. Tra i canonizzati ci sono casalinghe, gente normale, non solo martiri. Ma con gli ideologi è così: fabbricano le tesi, poi le ficcano addosso ai fatti. E se questi non si adattano, peggio per loro”.

© Corriere della Sera