In Francia è il best seller di queste settimane

26 giugno 1970 :: Dialogo, di Vittorio Messori

Ormai da tempo, in Francia, il celebre papillon di un reduce della Guyana svolazza sempre più lento, oppresso dal peso del dubbio per la genuinità dei suoi “colori”.

Ma la Francia, si sa, è terra di risorse e il posto della morente farfalla, nella classifica dei best-seller almeno, è stato subito preso da un libro dall’apparenza infinitamente meno “appetitosa” delle pur dubbie memorie di un ex-forzato.

Le Christ est vivant è, addirittura, il titolo del nuovo fenomeno editoriale. Titolo, cioè, da suggerire l’idea di un qualche trattato di teologia o, al più, di un testo di meditazione per pochi iniziati. Eppure, il breve tempo trascorso dalla prima apparizione è bastato perché nelle librerie del vicino Paese si esaurissero molte ristampe.

La domanda, legittima, trova un inizio li risposta nel nome dell’autore: è Michel Quoist, infatti, che ha firmato questo Le Christ est vivant. E, quando si tratta di Quoist, allora nell’editoria tutto è possibile. Anche vendere cinque milioni di copie, come lui ha fatto, di cinque libri di spiritualità cristiana.

L’abbé Quoist, nato a Le Havre nel 1921, all’età di tredici anni è già al lavoro, essendogli morto prematuramente il padre. Grazie alla J.O.C. (la battagliera Jeunesse Ouvrière Chretiénne), con la quale è venuto per caso a contatto, il giovane Michel comprende come il Cristo abbia qualcosa da dire anche per lui.

Secondo il suo stile, che non conoscerà mai le mezze misure, nella J.O.C. Quoist è presto dirigente, per entrare poi in un seminario per le vocazioni adulte. Ordinato prete, continua gli studi, laureandosi in scienze sociali con uno studio sulle peri ferie industriali che, publicato a cura e spese del Ministero della Ricostruzione con il titolo e L’uomo e la città », gli otterrà una fama vasta e immediata negli ambienti della sociologia internazionale.

Parroco poi per anni in un quartiere operaio di Rouen, inizia quella attività di scrittore che lo renderà celebre in tutto il mondo.

Incaricato ora nella sua diocesi dei movimenti giovanili, Quoist è inoltre segretario generale del Comitato episcopale francese per l’America Latina.

Autentica figura di apostolo del nostro tempo, è in contatto continuo con migliaia di giovani di ogni ambiente sociale. Questa sua -esperienza umana singolarmente vasta è certo all’origine del successo clamoroso dei suoi libri, scritti, come egli stesso dice “nel linguaggio de gli uomini del nostro tempo, per essere letti da loro e tentare di Cristo è vivo è un messaggio che lascia il segno, scintillante, bruciante talora, sempre traboccante di entusiasmo e di ottimismo”. “Questo ottimismo” ha anzi previsto Quoist “certi lettori me lo rimprovereranno. Ebbene, non solo non me ne difenderò. Riceverò l’osservazione come un complimento. Non si è mai troppo ottimisti quando si crede al mistero del Cristo risuscitato. Il grande peccato dei cristiani d’oggi è la paura. E rispondere alle loro domande sulla vita, la fede, l’amore, il mondo». «Non ho mai scritto nulla, ha ripetuto spesso, che non avessi prima vissuto”.

Anche l’ultima opera di Quoist non fa eccezione a questo modo di intendere il libro di riflessione cristiana. Ora, a breve distanza, come si è detto, dall’edizione originale francese, la S.E.I. presenta la traduzione italiana di Le Christ est vivant con il titolo Cristo è vivo (pag. 207 Lire 1.400). La pubblicazione avviene nella collana della S.E.I. «La scala di Giacobbe», che di Quoist ha già presentato il volume Riuscire, giunto ormai alla XV edizione.

A scanso di equivoci, per chi non lo conoscesse ancora sin dalla introduzione a questo Cristo è vivo Michel Quoist avverte che il libro non vuole certo essere uno dei tanti testi di meditazione per i preti, religiosi, seminaristi e qualche laico colto e più o meno clericalizzato. Ci sembra che il libro faccia eccellentemente fronte a questo impegno di essere “leggibile” da tutti, anche dai meno laici “clericalizzati”. E, forse, non hanno torto quei critici che precedono per l’ultimo volume di Quoist un successo di vendita ancor più grandioso dei precedenti.
“Anche se molti dicono: – Tutto crolla, il mondo va in rovina -, io dico invece: – C’è un altro mondo che nasce -“.

Attualità e forza di Cristo è vivo sono davvero sconcertanti. Quoist tenta qui di dare vita a una spiritualità cristiana per lo uomo della città secolare, quell’uomo che «deve imparare ad amare il mondo, non a fuggir lo »

Una sorta di “guida”, di « vademecum », dunque, che Quoist offre si cristiani di oggi, spesso sconcertati, per aiutarli ad accettare interamente il Cristo senza divorziare dal mondo e dalla storia.

In anni come i nostri, in cui molti non riescono più ad armonizare l’educazione cristiana ricevuta con le nuove tendenze, le ipotesi che sembrano accavallarsi sempre più numerose, il messaggio di Quoist è dunque particolarmente prezioso.

E’ certo per questo che lo stesso cardinale Francois Marty, arcivescovo di Parigi, ha voluto che una sua lettera all’Autore aprisse Cristo è vivo.

«Queste pagine», ha scritto Marty, «sono davvero una buona novella; possano venire diffuse tra la folla brancolante e in quieta ».

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