C’è meno libertà fuori della Chiesa

6 giugno 1989 :: La Notte

Vittorio Messori è,senz’altro uno dei più profondi conoscitori del mondo cattolico italiano.

Lo definiscono, e si definisce, un cane sciolto. Conosce il cardinal Ratzinger (di cui ha pubblicato un libro-intervista per le edizioni Paoline) e conosce anche i paolini che gestiscono Famiglia Cristiana e Jesus, mensile da lui stesso ideato e fondato. Tre volte la settimana tiene una rubrica sul quotidiano cattolico Avvenire, ricevendo montagne di posta. Il suo Ipotesi su Gesù è uno dei più grandi successi dell’editoria italiana (oltre un milione di copie vendute).

Messori, hanno fatto bene o male i 63 a inviare quella lettera?

«Non so se abbiano fatto bene o male. So che il contenuto di quel documento non riesco a capirlo».

Per quale ragione?

«Perché non vedo attorno a me il disagio di cui si parla».
Non c’è quindi né autoritarismo, né mancanza di libertà?

«Basandomi sulla mia esperienza posso dire che non c’è»
Anche alcuni vescovi, tuttavia, hanno parlato di disagio.

«Non ho detto che non c’è. Ho detto che io non lo provo. Sono un ex laico che ha lavorato in giornali laici considerati da tutti santuari della tolleranza: mi sento di dire che fuori dal mondo cattolico c’è meno libertà. Firmatari della lettera forse non lo sanno».

 

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