Cattolici e Raitre, seduzione pericolosa

18 novembre 1992 :: Corriere della Sera, di Claudia Provvedini

Parolacce, sesso, insulti e un pò di follia ma… su Raitre si fa l’unica Tv “trasversale” e intelligente. Così argomentava ieri il quotidiano cattolico Avvenire. Provocazione? Sì, grazie. Lo dichiara il vicedirettore, Dino Boffo: “Senza entrare nel merito dei singoli programmi che non ci trovano d’accordo per il loro stile, ma sono comunque uno stimolo alla creatività, ci chiediamo: possibile che solo da sinistra si facciano cose intelligenti? Si può essere cattolici e creativi? La Tv intelligente è solo trasgressiva? Questa è la sfida che lanciamo alla Rai e in particolare alla prima rete”. Rilanciamo subito la domanda, non alla Rai, ma a esponenti della cultura cattolica. “Ho ricevuto molti inviti da parte di Raiuno per intervenire al Tg1. Lo confesso”, dice lo scrittore Vittorio Messori,” ho resistito impavido alla lusinga”. Impavido o… “latitante. Sì, da parte dei cattolici c’è questa latitanza. E la si deve, credo, alla volontà di sfuggire alla lottizzazione partitica che ha etichettato le reti Rai e che penalizza soprattutto noi cattolici. Mi spiego. Le etichette socialista ed ex comunista sono molto più gestibili e circoscritte. Vi è una differenza notevole, invece, fra cristiano e democristiano. I cattolici postconciliari sono una galassia di mille voci, uniti solo dalla fede. Così Raiuno appaltata ai democristiani esprime un vago umanesimo e assomiglia sempre più alla rete della Croce Rossa”. Torniamo a Raitre. Lei, Messori, riconosce almeno del coraggio nei loro programmi? “Spregiudicatezza certo, ma soprattutto cinismo ammantato di sfizioseria come in Blob. Il cinismo di chi ha sbagliato, ha ammesso la propria non credibilità e ora si permette di fare prediche. Sentendo Curzi o Barbato, vien proprio da dire: da che pulpito… Vorrei ricordare che proprio Curzi, il direttore del Tg3, trasmetteva da Radio Praga, ai tempi di Stalin. Altro che Telekabul! Credo che a Raitre ci siano degli sbandati geniali e la loro sia un’intelligenza disperata che diverte quei pochi presunti intellettuali i quali dimenticano come questo nostro Paese sia fatto ancora di masse”. Si definisce “vigliacco” Italo Alighiero Chiusano: “Non seguo la Tv, preferisco guardarmi una videocassetta di un bel film. Così vado sul sicuro. Invece, lo so, dovrei buttarmi nella fossa dei leoni. Dovrei avere coraggio”. Un coraggio che forse hanno altri… “Anche il teppista ha coraggio. Io credo sia furbaggine e ben pagata. Bel coraggio dire parolacce in Tv oggi, fare parodie di personaggi in vista! Avrei voluto vederlo questo coraggio negli anni ’60, quando Tognazzi e Vianello dovettero sospendere “Un, due, tre” perché ironizzarono su un capitombolo del presidente Gronchi! Cossiga si è permesso di fare pesanti esternazioni in Tv, ma da presidente… Ora, chi lo sente più?”. Un appoggio a Raitre viene dal leader del Movimento Popolare, Roberto Formigoni: “Alcuni programmi di Raitre sono stati e sono intelligenti e provocatori nel senso positivo del termine”. E cioè? “Nel senso del gusto di raccogliere e dilatare interrogativi veri, della capacità di chiedere l’opinione non dei soliti noti, contrapponendosi alla generale fiera dell’ovvio delle trasmissioni Rai”. Lei, come cattolico, che cosa suggerirebbe? “La Rai dovrebbe cercare terreni nuovi, non ancora arati. Fra la provocazione utile e il voler andare gratuitamente sopra le righe c’è una zona media, affrancata dai timbri. E Raitre l’ha colta”. Formigoni, perché le altre reti Rai non ce la fanno? “Per un complesso culturale che porta all’inseguimento dell’Auditel e delle mode, estranei sia alla cultura sia alla creatività cattolica”.

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