«Troppa burocrazia, nella Chiesa torni la fede»

6 gennaio 2000 :: Il Giorno

Vittorio Messori, intellettuale cattolico noto per i suoi saggi sulla Chiesa e le sue provocazioni, ma anche per aver intervistato il Papa, alza il tiro. «L’istituzione ecclesiale -afferma in un articolo su Famiglia Cristiana- è un groviglio di contraddizioni. Una delle parole d’ordine del Vaticano II era quella di costruire una Chiesa meno romanocentrica, di riscoprire le Chiese locali: ebbene -aggiunge Vittorio Messori-, se si guarda l’Annuario Pontificio esso si è moltiplicato per quattro: una proliferazione di organismi di burocrazia clericale, che hanno quasi tutti sede a Roma». Dalle colonne di Famiglia Cristiana, Messori se la prende anche con il Progetto Culturale varato dalla Conferenza Episcopale Italiana, presieduta dal cardinal Camillo Ruini. «È un oggetto misterioso -dice Messori- e Ruini stesso ne è consapevole: nessuno ha ben capito cosa sia. Io -spiega adesso lo scrittore- avrei proposto un progetto religioso, non un progetto culturale. La crisi della Chiesa non è di carattere istituzionale: è una crisi di fede, invece si continua a fare della morale e del moralismo dando per scontata una fede che non è affatto scontata. La Chiesa -continua Messori- deve interrogarsi senza paura sulla fede. Sulla cultura ci sono ben altri che possono farlo». Secondo Vittorio Messori, «oggi assistiamo al tentativo della Chiesa di uscire dal suo ambito: si occupa di politica, non del lievito. La politica avrà un orientamento cristiano se siamo cristiani». Per Messori, infine, in Italia «la Chiesa deve essere minoritaria ma non marginale», e «se Ruini accetta la posizione della Chiesa come minoritaria, è un buon segno perché ha riscoperto quale è la logica del Vangelo». Per Franco Garelli, invece, il progetto significa «ripensare seriamente al rapporto tra fede e cultura in una società che cambia in modo vorticoso: una nuova antropologia cristiana. Se non è decollato è «perché il mondo cattolico sta in mezzo al guado. Quello impegnato è diviso».

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