Messori: no, sarebbe il caos

29 aprile 1997 :: Corriere della Sera, di An. T.

Sciopero fiscale? «No, non credo sia una buona idea. Se fosse davvero praticata da tutti i cittadini metterebbe in pericolo l’esistenza stessa dello Stato. Dire no alle tasse perché non si condividono i fini è una idea azzardata. E poi, se i cattolici si unissero in questa protesta, ciascun gruppo potrebbe per qualche motivo decidere per l’evasione. Io ci starei molto attento». Lo scrittore cattolico Vittorio Messori non si fa prendere dall’entusiasmo: «Il mondo purtroppo non va sempre come i cattolici vorrebbero o sognano. Il nostro compito è anche quello di stare dentro le istituzioni. Lo stesso Vangelo chiede di “dare a Cesare quel che è di Cesare”…». E poi, dice, «il vero problema non è quello delle tasse ma quello delle leggi che contrastano con la prospettiva cristiana, ovvero come si debba comportare un cristiano». Messori fa un esempio: «In un mio libro, Inchiesta sul Cristianesimo, racconto di un incontro con l’allora presidente del Consiglio Andreotti, cui chiesi come mai sotto la legge del 1978 sull’aborto ci fossero le firme di due cattolici doc, Andreotti e Leone, presidente della Repubblica. Andreotti disse: in effetti ebbi una crisi di coscienza, ma se io mi fossi dimesso nessun altro avrebbe potuto firmarla. Ci sarebbe stata una crisi dai risvolti internazionali. Insomma, prevalse la ragion di Stato. Credo -aggiunge Messori- che Andreotti non avesse torto. Perché il cristiano è chiamato da un lato all’idealismo, ma dall’altro al realismo. E la realtà è di un mondo che non è sempre come i cristiani vorrebbero. Anche e soprattutto quando si parla di tasse». E tornando a parlare di imposte, Vittorio Messori lancia una provocazione: «Il problema è che in Italia sono diventate insopportabili. Lo Stato ormai si prende tutto. E in un certo senso evadere le tasse diventa un problema di legittima difesa. Così come è doveroso difendersi da una aggressione ingiusta diventa un dovere difendersi da uno Stato che è diventato predone. Se potessi, personalmente, cercherei di evadere le tasse, ma purtroppo il mio lavoro non me lo permette».

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