Messori: fa il moralista, ma non è senza peccato

20 novembre 1996 :: Corriere della Sera, di Michele Brambilla

«Al fondo della prospettiva cattolica c’è una sorta di istintiva diffidenza nei confronti dei giustizieri e dei moralisti della politica. Non è un caso se l’Incorruttibile per eccellenza si chiamava Robespierre, considerato un Anticristo». Vittorio Messori parla da Nevers, nel cuore della Francia, dove è custodita la salma, inspiegabilmente intatta, di Bernadette Soubirous, la veggente di Lourdes: Messori sta girando, appunto, un film sui fatti di Lourdes, che sarà trasmesso la sera della vigilia di Natale su Rai3. E ci tiene a far sapere che, lontano dall’Italia, non ha seguito il dibattito su Di Pietro di questi giorni: «Posso fare solo un discorso generale, senza pretendere ovviamente di rappresentare tutti i cattolici», avverte. Tuttavia, in questo «discorso generale» c’è probabilmente una delle chiavi di lettura per capire l’avversione, o quantomeno la diffidenza di tanti cattolici nei confronti di un uomo, Di Pietro, che pure si professa cattolico praticante. Ed è, appunto, quell’idiosincrasia ai paladini della giustizia che da sempre contraddistingue la visione cattolica. Ma perché questa diffidenza nei confronti dei moralisti? «Perché il cattolico – spiega Messori – sa che solo Cristo è senza peccato; sa che ciascuno di noi ha e avrà sempre qualcosa da farsi perdonare. Questa è una prospettiva realistica, che porta alla tolleranza, alla comprensione. Il moralista, il giustizialista, pretende invece la perfezione dai cittadini; pretende, insomma, qualcosa di disumano. Vuole in qualche modo rubare il mestiere a Dio, ed edificare il paradiso in terra. Con risultati disastrosi. «Infatti – continua – ogni volta che si vuole instaurare il “Regno della virtù” si arriva, inevitabilmente, al regno dell’ipocrisia e del terrore: così è successo nella Parigi di Robespierre, così è successo nella Firenze di Savonarola e nella Ginevra di Calvino. Di fronte a un regime che lo terrorizza, l’uomo è costretto a essere ipocrita. E di fronte all’inevitabile peccato dell’uomo, il regime che vuole la perfezione è costretto a usare la ghigliottina». Ma non solo. La spirale è talmente perversa che finisce con il far cadere in trappola gli stessi moralisti. «E mi sembra logico -continua Messori-. Se si assolutizza il mito dell’onestà, si finisce ben presto per scoprire che nessuno è “un buon cittadino”. Il moralista, insomma, trova sempre qualcuno più moralista di lui che lo mette a posto. E’ successo a Robespierre, sta per succedere anche a Di Pietro. Non dimentichiamo che il tribunale che l’ha assolto ha sottolineato che i fatti contestati non erano penalmente rilevanti, ma eticamente censurabili: la Mercedes avuta in regalo, il prestito restituito senza interessi… Insomma: nemmeno Di Pietro può dirsi senza peccato».

© Corriere della Sera

5 commenti
  1. web hosting reviews
    web hosting reviews dice:

    Somebody essentially help to make significantly posts I might state.

    This is the first time I frequented your web page
    and thus far? I surprised with the research you made
    to create this actual put up extraordinary. Excellent task!

  2. black mass
    black mass dice:

    Wow, marvelous blog structure! How lengthy have you ever
    been running a blog for? you made running a blog look easy.

    The full glance of your web site is fantastic, as smartly as
    the content!

I commenti sono chiusi.