Messori autore di fiction «Ma per la mia Bernadette non volevo effetti speciali»

27 maggio 2000 :: Corriere della Sera, di Valerio Cappelli

Dopo Padre Pio, il Giubileo della fiction non poteva mancare i miracoli di Lourdes, come s’intitola il film di Ludovico Gasparini in onda lunedì e martedì prossimi alle 20.50 su Raiuno. Prodotto dalla Lux Vide, il film intreccia due storie e ci si sposta (attraverso il doppio ruolo di Alessandro Gassman) dai giorni nostri a metà ‘800, quando alla contadina Bernadette apparve, nella grotta dei Pirenei, la Madonna, che ha il volto di Angele Osinsky. Troppo grande per Vittorio Messori, l’intellettuale cattolico che ha dato una mano come consulente storico. «Bernadette -racconta Messori- aveva ritardi nello sviluppo per la malnutrizione. Soffriva di asma, tubercolosi. Una bambina, alta un metro e 42, praticamente una nana. Quell’attrice è troppo alta e adulta. La piccolezza è importante perché pochi sanno che Bernadette è ancora intatta e visibile in un’urna a Nevers». Effetti speciali del film con l’apparizione della Madonna. «Io -dice Messori che passerà le vacanze in casa del direttore del Lourdes Magazine- li avrei evitati, anche per rispettare il mistero di Lourdes. Era Bernadette che vedeva l’Immacolata: gli altri vedevano solo lo stupore di Bernadette». I miracoli: differenza tra Lourdes e Fatima? «A Fatima i veggenti erano tre, e all’ultima apparizione ci fu il fenomeno cosmico della danza del sole seguito da 50 mila persone. Lourdes è Bernadette. Qui abbiamo solo la testimonianza di una 14enne analfabeta». Perché crederle? «Non sarebbe credibile l’apparizione della Madonna a una firma del giornalismo. Bernadette era il contrario di una mistica: una contadinella pragmatica. Non si contraddisse mai, non cercava popolarità né ricchezza». Le Chiese sono vuote, i santuari sono pieni: perché? «In Chiesa si parla di solidarietà sociale e Terzo Mondo, ecologia e pacifismo. Tutte cose che vanno bene, ma allora vado all’assemblea dei Verdi, mi iscrivo al sindacato, milito con Bertinotti. Non vado in Chiesa. Nei santuari si cerca quel sacro che purtroppo tanti preti hanno tolto, la religione che consoli e dia un senso alla propria vita. E lì oggi troverete il mondo di gente che lavora col computer, il manager che s’inginocchia…».

© Corriere della Sera