La coincidenza di Fatima

14 giugno 2000 :: Corriere della Sera, di Vittorio Messori

Proprio mentre Giuliano Amato è sospettato di cedere a pressioni vaticane per ridurre la visibilità della parata omosessuale, ecco che un 13 di giugno (scelta certamente non casuale: è la ricorrenza della seconda apparizione di Maria a Fatima), su proposta del Guardasigilli italiano, il già comunista Piero Fassino, il presidente della Repubblica firma la grazia per Ali Agca. Basterebbe molto meno per far gridare all’ingerenza clericale: tutti sanno, in effetti, che -nello spirito di un Giubileo che ha voluto strapieno di ogni evento il più possibile simbolico- il papa desiderava che al suo personale perdono al killer turco seguisse anche la clemenza della giustizia terrena. Giustizia che è italiana, non vaticana. A norma del concordato del 1929, confermato dalla revisione Craxi, piazza San Pietro è territorio pontificio, ma gli autori dei reati ivi commessi sono consegnati alle autorità romane perché siano esse a giudicarli. In effetti, l’ergastolo ad Agca è stato comminato con la formula usuale: «In nome del popolo italiano». Qualcuno, dunque, non mancherà di denunciare che sia la grazia sia, soprattutto, la data scelta -il Giubileo, il 13 giugno- sarebbero un altro episodio della sudditanza delle nostre istituzioni ai desideri clericali. A fronte di simili mugugni, va comunque ricordato che, subito dopo il decreto di grazia, il presidente della Repubblica ne ha firmato un altro: quello di estradizione in Turchia, dove Ali Agca deve scontare anni ulteriori di pena. Intanto, le stesse agenzie che annunciavano le due firme di Ciampi, annunciavano pure che nei prossimi giorni la Congregazione per la fede pubblicherà il cosiddetto terzo segreto di Fatima, con la promessa “guida alla lettura” fatta dai collaboratori di Ratzinger. Un collegamento, questo, tra il santuario portoghese e il killer turco, che a noi sembra del tutto legittimo. Nel fiume di ipotesi e di interpretazioni sull’ attentato del 13 di maggio 1981, è mancata quella pista «religiosa» che nessuno ha mai pensato di approfondire e che invece, per noi, ha qualche possibilità di essere la vera. Fatima ha un suono sacro per ogni musulmano. E’, infatti, il nome della figlia prediletta di Maometto: andata sposa ad Alì, gli assicurò quella posterità alla quale si richiama soprattutto l’islamismo sciita, prevalente tra l’altro in Iran. E’ davvero singolare che la più importante apparizione della Madonna nel ventesimo secolo si a avvenuta nella piccola borgata portoghese, il solo luogo dell’Occidente che porti il nome di colei che, per gli islamici, ha un ruolo «mariano». Non si dimentichi, tra l’altro, che lo stesso Corano ha per Maria espressioni di altissima lode e devozione. A Fatima, insomma, si sarebbe operata una sorta di congiunzione tra le due donne più venerate dal mondo musulmano: la madre di Gesù e la figlia di Maometto. Da qui, una lunga serie di rivendicazioni islamiche, davanti alle quali i media laici sono stati del tutto distratti, salvo pubblicare ogni tanto qualche notizia data per curiosa o folkloristica: «Pretese musulmane su un santuario cattolico! I turchi alla marina: i maomettani vogliono sbarcare in Portogallo!». In realtà -come sanno i responsabili della grande chiesa lusitana, che sinora hanno osservato il riserbo- non sono mancati gli episodi inquietanti, come quando le televisioni arabe provocarono una ventata di “patriottismo” religioso, trasmettendo un documentario che sosteneva che era intollerabile che appartenesse ai cattolici un luogo di culto con il nome della angelica figlia del Profeta. Se la venerata Maria era apparsa nel villaggio di Fatima (la cui etimologia, tra l’altro, è davvero araba e risale certamente al personaggio islamico), il messaggio del Cielo era chiaro e univoco e i cristiani dovevano sgombrare, lasciando il santuario ai seguaci del Corano. Sono noti i legami di Agca anche con gli ambienti del fondamentalismo. La famosa coincidenza (il 13 maggio) tra l’ attentato a Roma e l’apparizione in Portogallo potrebbe avere -è l’opinione di autorevoli, anche se finora inascoltati, leaders religiosi- il valore di un segno: che paghi con la vita, per il suo sacrilegio, il capo di un Chiesa che occupa ciò che Allah ha voluto per i veri credenti! Insomma, anche da questo punto di vista pare proprio che non sia casuale l’intreccio tra il turco venuto dal buio e la Signora venuta dal Cielo.

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