La Chiesa tedesca: “Il Papa si faccia da parte”

10 gennaio 2000 :: CNN Italia

Il Papa è malato e dovrebbe farsi da parte. La sorprendente proposta arriva dal presidente della conferenza episcopale tedesca, Karl Lehmann, secondo cui il pontefice dovrebbe prendere atto della sua debolezza e lasciar spazio a qualcuno in grado di prendere in mano le sorti della Chiesa.

Dichiarazioni senz’altro poco gradite dal clero italiano: “La Chiesa non è né la Fiat, né la General Motors -ha commentato criticamente il vescovo di Como Alessandro Maggiolini- il suo criterio non può essere l’efficienza e in una famiglia anche un padre anziano può essere coscienza della Chiesa e continuare a governarla”.

In un’intervista trasmessa domenica alla radio Deutschlandfunk, il vescovo di Magonza, si espresso chiaramente: “Ritengo che il Papa debba avere il coraggio di dire: ‘non posso più svolgere l’incarico così come sarebbe necessario’, la Chiesa ha bisogno di un uomo forte che la conduca, altrimenti non si può tenere insieme una chiesa mondiale di un miliardo di persone con così tante, fortissime differenze”.

Lehmann ha poi aggiunto di non essere sicuro che le persone che circondano Giovanni Paolo II (“coloro che gli danno consigli”) siano d’accordo con un suo ritiro e che per la sua possibile successione a Roma si guarda al continente latino-americano.

Nelle dichiarazioni al Deutschlandfunk, che sono state riprese anche da altre emittenti, il presidente della conferenza episcopale tedesca ha detto di avere ricevuto nel corso degli anni l’impressione che il Papa riponga tutta la sua forza vitale sull’Anno Santo.
Secondo gli organi di informazione tedeschi, Lehmann, considerato un progressista, ha inteso con le sue dichiarazioni prendere posizione sulle voci circolate a novembre su un possibile ritiro del Papa per ragioni di salute. Dopo le sue visite in India e Georgia, il Papa si era mostrato lieto che fossero finite: “Grazie a Dio sono tornato a Roma”, aveva detto dando adito a una ripresa delle voci su un suo ritiro.

Le dichiarazioni del capo della conferenza episcopale tedesca non sono piaciute al vescovo Alessandro Maggiolini. Che il Papa si faccia da parte per affidare la Chiesa a mani più giovani è “Una specie di aggressione che suona anche di cattivo gusto”: “Come si fa a parlare di successione -ha detto all’Ansa il vescovo di Como- se non è stato stabilito prima né dal Papa personalmente né dal diritto canonico?”. “Davanti a mio padre -aggiunge il canonico- io non riuscirei mai a dire una cosa del genere: alla paternità non si rinuncia e la Chiesa non è pronta ad accettare una cosa di questo genere”.

Più diplomatica la reazione dello storico del cattolicesimo Vittorio Messori: “Si tratta di un problema molto delicato, e certo nessuno può decidere per il Papa”, spiega. “Per quello che ne so io, se dipendesse soltanto da lui, da quando la malattia lo sta provando, il Papa si ritirerebbe volentieri in Polonia per vivere nella preghiera; ma il punto è che non sa se Gesù Cristo, al quale soltanto egli risponde, ritiene che egli debba davvero affidare la Chiesa a mani più sane”. “Nessuno di noi -continua Messori- può dare consigli al Papa su questo argomento. Se decide di non dimettersi non lo fa certo per una questione di potere visto che soffre così tanto nel continuare la sua missione e che una vita da Papa non si può augurare a nessuno”.

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