Perchè è risorto

aprile 2001 :: Chi, di Renzo Allegri

È senza dubbio il più famoso scrittore cattolico. I suoi libri sono pubblicati in tutto il mondo ed è l’unico laico che possa vantarsi di avere firmato un libro insieme con un Papa, Giovanni Paolo II. Si tratta di Varcare la soglia della Speranza, pubblicato in Italia da Mondadori e tradotto in 53 lingue. Ma invece di godersi la grandissima popolarità raggiunta, Vittorio Messori vive appartato, lontano dalle grandi città, non fa vita mondana, non appare in TV.

Per la prima volta ha accettato che un fotografo aperte “spiasse” qualche angolo della sua vita privata, permettendo di essere ritratto nel suo studio, nella sua biblioteca, che contiene 20 mila volumi, e nel suo “rifugio segreto”, che si trova all’interno di un’abbazia a Maguzzano, a pochi metri dal lago di Garda, nella zona di Desenzano, la cittadina dove vive e lavora. “Per gli argomenti che abitualmente affronto”, dice, ” ho bisogno di pace, di tempo per meditare. Per questo ho scelto di vivere appartato”. Il suo ultimo lavoro, Dicono che è risorto, è dedicato alla risurrezione di Cristo. Uscito alla da qualche mese, è già un best seller: oltre 100 mila copie vendute in Italia, mentre stanno uscendo diverse traduzioni straniere. “Ho impiegato 8 anni a scrivere questo libro”, dice Messori. “L’argomento più importante che si possa immaginare, perché riguarda l’avvenire “eterno” di tutti. Non l’avvenire della nostra anima, ma anche quello del nostro corpo, in quanto la resurrezione di Gesù è promessa e pegno della nostra resurrezione”. Sorride e scruta l’interlocutore. “Certo, capisco”, dice dopo alcuni attimi di silenzio.”A riflettere sul significato di questa verità cristiana, si sente mancare il fiato. Appunto perché è incredibile per la ragione, di essa si parla poco anche tra i cattolici”.

Domanda. Per questo ha scritto il suo libro? 

Risposta. “Dovevo concludere un lavoro di ricerca personale iniziato 25 anni fa. Tutti i miei libri sono tappe di ricerca della verità, ma soprattutto tre che ruotano intorno alla persona di Gesù e formano una trilogia unitaria. Il primo, che si intitola Ipotesi su Gesù, pubblicato nel 1976, è un esame approfondito, fatto in forma di inchiesta, sul rapporto tra i racconti evangelici e la storia. Volevo cercare di capire se quello che i Vangeli raccontano fosse ragionevole e attendibile. L’altro, uscito nel 1992, riguarda il “mistero pasquale”, che comprende la passione, la morte e resurrezione di Gesù. Cioè, il fine specifico della sua esistenza terrena. L’ho intitolato Patì sotto Ponzio Pilato? E in esso affronto, da un punto di vista storico ed archeologico, un’indagine sui racconti evangelici che riguardano la fine della vita di Cristo per chiedermi quale credibilità meritino. E poi mi ero riservato di dedicare un volume alla resurrezione e l’ho fatto”.

Domanda. Il titolo Dicono che è risorto sembra quasi insinui un dubbio. 

Risposta. “Vuole indicare subito che si tratta di un’inchiesta. Il primo libro non si titolava Certezza su Gesù, ma Ipotesi su Gesù. Nel secondo, dopo la frase Patì sotto Ponzio Pilato, ho messo un punto interrogativo. E per questo terzo libro ho scelto Dicono che è risorto per ribadire che io faccio delle ricerche, non do niente per scontato. Sono gli evangelisti che dicono che Gesù è risorto e, dopo di loro, i credenti. Ma ci sono tanti altri che affermano il contrario e ho fatto una meticolosa indagine per constatare se quelli che “dicono” che è risorto hanno ragione. I titoli scelti per questi tre libri dimostrano che non ho voluto scrivere dei testi di teologia dogmatica, ma riferire di un cammino scientifico, il diario di un percorso intellettuale per scoprire i fondamenti della verità”.

Domanda. Per quanto riguarda la risurrezione, quali conclusioni ha tratto? 

Risposta. “Che è più ragionevole pensare che Gesù è risorto piuttosto del contrario. Non dobbiamo dimenticare che il Dio cristiano ama la libertà. Non ci mette con le spalle al muro. Non ci obbliga a credere. Non ci fornisce la “prova matematica” della verità, che non lascia alternative. La fede resta sempre una scommessa. Ma, alla fine delle 300 pagine del mio libro, stando sempre sul piano della ragione, dimostro a me stesso e ai lettori che, di fronte ai racconti evangelici di resurrezione, la cosa più ragionevole è accettarli e considerarli veri. La scommessa sulla resurrezione ha della sua molte buone e irrefutabili ragioni”.

Domanda. Ha detto prima che il tema della resurrezione è “il più delicato e il più importante” della fede cristiana. Perché? 

Risposta. ” Il cristianesimo si basa tutto sulla resurrezione. Lo dice San Paolo stesso: “Se Cristo non fosse risorto, vana sarebbe la nostra fede”. E dice anche che “la resurrezione di Cristo è pegno della resurrezione di ogni persona”. Ma queste verità contrastano terribilmente con la ragione. In soldoni, esse insegnano che ogni persona può dire a se stessa: “io vivo, e vivrò in eterno, con la mia intelligenza, con la mia sensibilità, con la mia personalità e anche con il mio corpo, che un giorno risusciterà dei morti”. Miscela esplosiva! Eppure questa è la verità rivoluzionaria portata da Gesù. Il Cristianesimo è l’unica religione che annuncia non la salvezza dell’anima, ma la salvezza del corpo, la resurrezione dei morti, la carne per la vita eterna. Già San Paolo si era reso conto che questa verità è sconvolgente e diceva che essa è “scandalo e follia”. “Scandalo” per gli ebrei è “follia” per i pagani”.

Domanda. Molti dicono però che la resurrezione di Gesù vada intesa in senso simbolico, spirituale. 

Risposta. “Lo so. Anche molti biblisti cattolici moderni inducono a pensare che i Vangeli non raccontino una storia, non siano la cronaca di ciò che è avvenuto, ma il frutto di una predicazione che ha un po’ addomesticato i fatti. È una tendenza che non trova alcun fondamento nella tradizione cristiana, nelle opere dei grandi teologi e tanto meno dell’insediamento della Chiesa. In parole chiare, queste teorie sono degli errori dottrinali, delle falsità. Gesù stesso ha dato una risposta in anticipo a queste tendenze, facendo una cosa su cui bisognerebbe riflettere spesso: tutte le volte che è apparso ai discepoli dopo la resurrezione, ha chiesto di mangiare. E ha mangiato. Ma perché chiese di mangiare e mangiò con i suoi discepoli? Per dimostrare loro non stavano vedendo un fantasma, che egli non era risorto con lo spirito, è risorta tutta la sua persona, quindi anche il suo corpo”.

Domanda. Ammesso che Gesù sia risorto realmente, è possibile farci un’idea che di come sia attualmente? 

Risposta. “Sarebbe pretendere troppo. Dobbiamo rispettare il mistero. Ciò che la fede insegna, e che cristiano professa nel “Credo”, è che “Gesù è realmente risolto dei morti e si trova in cielo in anima e corpo”. Cosa sia il cielo, non lo si sa. È un’espressione per fa capire che Gesù è entrato in una dimensione a noi sconosciuta: l’eternità. Gesù si trova nel suo regno. Ed è lì con il suo corpo umano. Lo stesso corpo che mangiava pane e olive quando era vivo, quello che ha mangiato i pesci dopo la resurrezione. Questa è la verità della fede cristiana. Inoltre essa insegna che la resurrezione di Cristo è pegno della resurrezione di tutti gli esseri viventi. Gesù non è risolto per sé stesso, ma per l’umanità. La teologia, i Padri della Chiesa insegnano che Egli è la primizia della sorte dell’umanità. Lui è stato il primo o, ha aperto la strada, perché tutti possiamo risorgere con questo nostro corpo “.

Domanda. Le è uno scrittore conosciuto in tutto il mondo. Perché si scrive solo libri di tematiche religiose? 

Risposta. “Io sono uno che un certo momento della sua vita ha trovato un tesoro immenso”, ne è rimasto così affascinato, che continua a girare il mondo per raccontare a tutti ciò che ha trovato. Sono nato a Sassuolo, in provincia di Modena, in una famiglia emiliana radicalmente laica ed anticlericale. Sono cresciuto a Torino e ho ricevuto una formazione intellettuale che non ha mai preso in considerazione la religione. All’università studiato scienze politiche facendo la tesi con Alessandro Galante Garrone, uno dei maggiori esponenti del regno agnosticismo radicale, ma sono stato allievo anche di Norberto Bobbio e di Luigi Firpo, cioè dei massimi esponenti del laicismo italiano. Di religione, di Gesù, di Cristianesimo, non me ne importava niente. Anzi ero contro, ero ateo, mangiapreti, combattevo e deridevo la religione. Ma poi, mentre stavo facendo la tesi di laurea, ho letto, per caso, i Vangeli e ne sono stato folgorato. Ho intuito le verità di cui ho parlato prima ed ho capito che tutto il resto vale niente. Cominciai a pormi delle domande e a fare ricerche. Da allora ho dedicato la vita queste ricerche. Tutti i miei libri fanno parte di un progetto unitario, cercano di dare una risposta una sola domanda: “il Vangelo è vero? Ha un fondamento storico? Leggendo il Vangelo sono vittima di un’illusione o Gesù è davvero il figlio di Dio?”

Domanda. Come mai suoi libri hanno tanto successo in tutto il mondo? 

Risposta. “Non lo so. Io stesso mi meraviglio. Il primo, Ipotesi su Gesù, l’ho scritto 25 anni fa e continua ad essere in catalogo. Esce ora la centoventesima ristampa è stato tradotto in circa 50 lingue. Ma anche tutti gli altri sono in circolazione come se fossero appena usciti. Credo che la gente senta che scrivo per cercare di capire i temi fondamentali della vita. Scrivo per me stesso, ma le risposte che cerco sono valide per tutti”.

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