Scheda su Don Giussani

22 febbraio 2005 :: per Porta a Porta RAIUNO, di Vittorio Messori

Le molte parole di cordoglio di queste ore non debbono far dimenticare una realtà: don Luigi Giussani è stato un segno di contraddizione, un sacerdote molto amato e al contempo molto avversato. Sia nella Chiesa che nel mondo laico. Nella Chiesa molti lo hanno accusato di indirizzare i cattolici, soprattutto i giovani, verso un cristianesimo integrista, aggressivo, anacronistico. Nel mondo laico fu vittima di campagne di diffamazione, come quella condotta nel 1976 da La Stampa e dal Manifesto e secondo la quale Comunione e Liberazione sarebbe stata finanziata dalla CIA. Tra gli anni Settanta e Ottanta, il movimento ha subito oltre 300 tra aggressioni, attentati, sparatorie, incendi, esplosioni. Nelle scuole e nelle università occupate e in rivolta, gli sparuti gruppi ciellini sono stati spesso la sola presenza cristiana, che si è cercato in ogni modo di eliminare.

Il pontificato di Karol Wojtyla e la caduta rovinosa delle illusioni pseudo-rivoluzionarie hanno finito col rendere giustizia al movimento. Celebre, e significativo, il lapsus di Giovanni Paolo II al quale, ricevendo diecimila universitari, sfuggì un “noi ciellini”. I mondi della cultura e della politica, poi, hanno finito per confrontarsi seriamente con realtà come la Compagnia delle Opere e il Meeting d’agosto a Rimini. CL è ormai alla seconda generazione, la Chiesa e il mondo sono mutati ma sembra intatta nel Movimento la volontà di testimoniare che il vangelo può e deve farsi vita ed esperienza anche per l’uomo post-moderno.