L’enigma del mondo nelle mille avventure del Libro dei libri

7 marzo 2008 :: Corriere della Sera, di Vittorio Messori

Come capita o -forse- capitava a molti, vista la mutazione antropologica delle nuove generazioni, da bambino, e poi da adolescente, la mia fame di letture non trovava in casa alimento sufficiente. Le biblioteche pubbliche mi erano ancora precluse a causa dell’ età e la scuola (statale, dunque povera per definizione…) non aveva una raccolta di libri per il prestito. Così, leggevo e rileggevo il poco che avevo, composto da un insieme un po’ casuale di libri. Edizioni economiche, per lo più. Ma, fra tante logore brossure, spiccava un volume insolitamente ricco: grande formato, rilegatura in tela con titoli dorati, illustrazioni fuori testo a colori. Una meraviglia che, però, mi limitai sempre a sfogliare, non riuscendo mai a leggerlo, almeno sino in fondo. Una inappetenza bizzarra, per quell’ affamato di carta stampata che ero. Il fatto è che il titolo in copertina suonava così: «Il Vangelo narrato ad un fanciullo dalla sua mamma». I contenuti erano adeguati a un simile annuncio: melensaggine, appello ai sentimenti, esortazioni moraleggianti, prime comunioni presentate come «Gesù che viene nel tuo cuoricino». Le immagini, adeguate anch’ esse: il Nazareno come «Signore delle signore», dunque capelli lunghi ma non troppo, ben pettinati, biondi come la barba ed impeccabili la tunica, il mantello, i sandali, aspetto autorevole e al contempo soave. Insomma, niente che potesse attrarre e tutto che poteva respingere un pur giovanissimo quale ero, ma cresciuto in una famiglia dove laicismo ed agnosticismo imperavano e che si ritrovava addosso, istintivamente, un’ avversione a ciò che – avrebbe poi imparato – i tedeschi chiamano kitsch. Peccato, un vero peccato: è giusto il caso di dirlo, qui. In effetti, a saperli raccontare, non ci sono libri di avventure più avvincenti di Antico e Nuovo Testamento. Molti non riflettono sul fatto che (a differenza del Corano e dei testi fondamentali di ogni altra religione) la Bibbia non è, innanzitutto, un manuale di morale bensì una serie di volumi e volumetti di storia. L’ insegnamento etico è inserito all’ interno di una serie mirabolante di avventure. Che c’ è, in effetti, di più mirabolante, prima dell’ intervento e poi, addirittura, dell’ ingresso nella storia – uomo tra gli uomini – del Creatore stesso dell’ Universo? Tutto inizia, qui, con un «C’ era una volta…». Dunque, niente di più fascinoso per dei giovanissimi. Purché, naturalmente, si spieghi che l’ attrattiva e il fascino sono sì da favola: ma non certo di fantasie, bensì di realtà si tratta, per alcuni miliardi di credenti in ogni angolo del mondo. Scritta nell’ arco di almeno mille anni, la Bibbia – nelle sue due parti, ebraica e cristiana – presenta tutta la gamma dei generi letterari. Nulla di ciò che è umano le è estraneo ed atmosfere, stili, contenuti sono diversi da un libro all’ altro. Ma ciò che tutto accomuna è l’ enigma, è il mistero che aleggia anche dietro a ciò che sembra appartenere alla quotidianità magari più elementare. Anche in questo opera un fascino che attrae in modo irresistibile bambini e ragazzi. Quasi a caso, mi vengono in mente nomi ed episodi di cui già mi pare di vedere illustrazioni ammalianti e lunghe, coinvolgenti didascalie: Adamo, Eva, il Serpente, la Mela, Dio stesso, il Paradiso Terrestre. E, poi, Noè, il Diluvio, l’ Arca, l’ Arcobaleno, la Colomba; la Torre di Babele; Abramo, il suo Destino, la sua Discendenza; l’ Esodo dall’ Egitto, il Mar Rosso, la Cavalleria del Faraone. E, ancora: il Vitello d’ Oro, il re Davide e il Tempio, Giona e la Balena, Daniele nella Fossa dei Leoni… Questo, quanto all’ Antico Testamento. Non oso buttar giù un abbozzo di elenco per il Nuovo Testamento, dove – dall’ Annunciazione di Nazareth e la Nascita di Betlemme, sino all’ Ascensione al Cielo (per non parlare della straordinaria saga storica degli Atti degli Apostoli) tutto è avventura e, insieme mistero, tutto è cronaca e al contempo è fede. Insomma, queste «Storie della Bibbia» che vengono ora proposte dal Corriere e dal Sole-24Ore hanno una sceneggiatura già scritta – e scritta dall’ Autore per eccellenza, poi, quello davvero con la Maiuscola! – che promette assai bene non solo per i figli ma, sospettiamo, pure per i genitori. E molto, moltissimo aiuterà la magia delle immagini, affidate, da quanto vedo, ad artisti tra i migliori. Da cristiano, c’ è da rallegrarsene. Pensando, oltretutto, che questa non è che la moderna continuazione di una antichissima tradizione: quella della Biblia pauperum et puerorum, la Bibbia dei poveri, quasi sempre analfabeti, e dei bambini. La Scrittura, cioè di chi non sapeva decifrare le lettere ma comprendeva le immagini dei grandi cicli di affreschi che decorano tante pareti degli edifici ecclesiali e della statue gesticolanti sulle facciate e nelle cappelle. La Parola che si affida anche, seppure non solo, all’Immagine: non è una novità, è l’anello di una catena ininterrotta in una storia bimillenaria.

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