Le Goff sbaglia, il Purgatorio esiste ancora

7 gennaio 2006 :: Corriere della Sera, di Vittorio Messori

Novità sull‘aldilà cattolico? Non proprio, malgrado il recente clamore di un certo giornalismo. Pensiamo innanzitutto al Limbum puerorum, il luogo intermedio per i bambini morti senza battesimo. Il suo abbandono fu annunciato dal Prefetto dell’ex-Sant’Uffizio, il cardinal Ratzinger, vent’anni fa, in Rapporto sulla fede. Fu uno dei tanti motivi per i quali quel libro provocò un’eruzione di commenti. Completamente dimenticati da certi media, secondo i quali ci troveremmo di fronte a una novità inaudita. Mi disse il futuro Benedetto XVI: <<Il limbo non è mai stata una verità definita: parlando come teologo, lascerei cadere questa, che è sempre stata solo un‘ipotesi, a servizio di una verità primaria: l’importanza del battesimo. Si lasci dunque cadere l’ipotesi ma non la preoccupazione per ciò la sosteneva>>. Il successore di Ratzinger ha ribadito: << Non c’è qui, alcuna definizione dogmatica che sia vincolante >>. E’ annunciato un documento che, in ogni caso, <<non cambierà la dottrina>>, perchè una dottrina definita, qui, non c’è mai stata.

Purgatorio: nell’intervista concessa ad Armando Torno, Jacques Le Goff ritorna al suo libro famoso, La naissance du Purgatoire. Un classico, che va però capito: il grande medievista ricorda che la parola, purgatorium, fu usata la prima volta dopo il Mille (Sermoni di Ildeberto Cenomanense), ma sa bene che il concetto risale alla Chiesa primitiva. Sin dalle catacombe, dove gli <<Orate pro eo>> o i <<Petite pro me>> stanno su tutte le tombe. La liturgia conosce da sempre l’intercessione per i defunti, dunque l’esistenza di uno “stato“ dove la permanenza può essere accorciata o alleviata. Qui, la Chiesa si è impegnata con definizioni di fede: il Purgatorio (alla pari di Paradiso e Inferno) non seguirà la sorte del Limbo. Parola di catechismo.

© Corriere della Sera

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