Metodo storico anche per Lourdes, il parroco non imbeccò Bernadette

18 dicembre 2011 :: Corriere della Sera, di Vittorio Messori

Si sa quale sia il motto dell’ideologo: <<Se i fatti contraddicono il mio schema previo, tanto peggio per i fatti >>. Cultore dell’ideologismo è certamente Piergiorgio Odifreddi. Il professore di matematica, cioè, che si ispira al look di Einstein (larghi maglioni, capelli scarmigliati) e che imita il celebre fisico anche in quella che chiama “impertinenza“. Chi non ricorda la foto di Einstein che mostra la lingua ai fotografi? Impertinente, appunto. Lo schema ideologico di Odifreddi è, come ripete volentieri, l’ateismo puro e duro, senza se e senza ma. Ai libri pubblicati a gran ritmo, il professore aggiunge anche molte prefazioni. Come quella apposta a un libro su Lourdes appena uscito, ma che sembra giungerci dalla Belle Epoque, dagli scontri tra Zola e Lasserre, tra i medici positivisti e padre Gemelli. Ebbene, stando ad Odifreddi, Bernadette, le veggente, << era imbeccata dal parroco>>. Ecco, dunque, la gabbia del pregiudizio contro i fatti, quelli ricostruiti da decine di storici con scialo di documenti inoppugnabili, dai quali risulta in modo certissimo che Bernadette conobbe il parroco, il tempestoso Peyramale, solo il 2 marzo, dopo la tredicesima apparizione. Riferendo impaurita il messaggio di Aquerò, “quella là“, la piccola ne ricavò una scenata e fu cacciata fuori dalla canonica assieme alle due zie in lacrime, con minaccia di negare la comunione. I documenti dicono che il clero, tutto, cercò di frenare la devozione popolare e, per ordine di Peyramale e del vescovo, nessun sacerdote assistette a nessuna delle apparizioni. Solo dopo quattro anni di indagini serrate lo scetticismo della Gerarchia fu vinto, riconoscendo la verità di quanto Bernadette riferiva. I preti, insomma, si arresero all’evidenza dei fatti. Cosa che non vuol fare il matematico piemontese: il suo schema ha deciso che Lourdes non può, non deve essere credibile. Checché ne dica la storia, quella autentica, non le dicerie da Bar Sport di sempre . © Corriere della Sera