La Chiesa di Francesco

Alfa Omega 11/4/2013

Di questi tempi, è facile trovare un improvvisato vaticanista pronto ad assicurarci di aver profetizzato il nome di Bergoglio durante le ore del Conclave. Non danno alcuna prova di averlo fatto; in cambio, Vittorio Messori si. Ci ricorda infatti, in questo prezioso libretto, intitolato “La Chiesa di Francesco”, che lui aveva ipotizzato quel nome come l’unico possibile, affidandolo ad un giornalista de La Stampa. Ciò spiega la rapidità di pubblicazione di queste pagine in italiano: le aveva già preparate e arrivano subito dopo l’elezione sotto questo significativo sottitolo: “La sfida del critianesimo tra crisi e speranza”. In queste pagine, Messori ripropone la sua convinzione che, nonostante tutto, l’Europa continui ad essere il centro strategico e pensante del cattolicesimo, dove è nato e dove la secolarizzazione è maggiormente accentuata; e il nuovo Papa è figlio di emigranti italiani.

Di più, se tutta l’America Latina è religiosamente figlia dell’Europa, lo è in particolar modo l’Argentina. Incluso che per quella teologia della liberazione, con la quale Bergoglio si è confrontato vigorosamente militando a favore della carità cristiana e non per la lotta di classe, la quale non è creazione sudamericana ma un prodotto importato dai laboratori teologici europei. Messori sostiene che il Conclave, dove si conoscono davvero le condizioni della Chiesa Universale, ha optato per una scelta geopolitica, come accaduto a suo tempo con Karolo Wojtyla; i Cardianli potevano, infatti, scegliere due strade: la prima, chiamare alla Cattedra di Pietro il primo cinese della storia, mandando così nel panico -come allora accadde con Mosca e Varsavia- il potere di Pechino -però ciò potrebbe accadere più in là nel tempo-; ovvero, seguendo una scelta urgentissima, nominare il Pontefice fra i prelati del Continente della Speranza, del quale in Europa si conosce bene la serietà della condizioni; e i cardinali hanno optato per questa seconda idea. Questo libretto di 128 pagine appena, che non si capisce perchè nessuno ha ancora tradotto in spagnolo, è pieno di riflessioni e suggerimenti sulla situazione della Chiesa che guiderà Papa Francesco, non meno sotanziose di quelle appena citate. Di particolare interesse risultano le riflessioni sulla disinformazione sulla fede e sulle distorsioni di una lettura politica della realtà della Chiesa.

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